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ALBERO
[sec. XIV; lat. arbor-oris]
Gli alberi per la velatura sono costituiti da una lunga
trave rastremata verso l'alto, di sezione per lo più
circolare; vengono realizzati il più delle volte
in legno ma si usano alberi di lamiera di acciaio, curvata
e saldata, e di leghe leggere, questi ultimi ottenuti
spesso per estrusione. I legnami più usati sono
il pino, l'abete, il pitch pine, scelti e lavorati con
cura in modo da ottenere alberi con
caratteristiche il più possibile uniformi. Quando
non si può realizzare un albero di un sol pezzo,
si provvede all'assemblaggio di un'anima centrale con
diametro di circa la metà dell'albero finito
e di sezione per lo più esagonale, con tronchi
sagomati disposti in modo da ottenere forma e diametro
finali. I collegamenti fra le parti sono realizzati
mediante colle, spine e giunti. Se si vogliono ottenere
alberi leggeri si uniscono parti esternamente sagomate
in modo da ottenere la forma finale e internamente cave:
di solito le due zone esterne dell'albero sono lasciate
piene.
In genere mentre gli alberi delle imbarcazioni e delle
piccole navi comprendono un tronco unico, quelli delle
navi maggiori sono formati da due o più tronchi:
quello incastrato nel ponte prende il nome di tronco
o albero maggiore, l'immediatamente superiore è
detto albero di gabbia, quello estremo
alberetto. Nei piccoli velieri può mancare l'albero
di gabbia. L'estremità inferiore degli alberi
viene chiamata maschio o miccia ed è alloggiata
entro un'apertura (scassa) ricavata nella struttura
dello scafo. L'estremità superiore (come ogni
estremità dei tronchi, nel caso di alberi a due
o tre
parti) è detta colombiere, mentre l'estremità
inferiore di ciascuno dei tronchi sovrapposti è
chiamata rabazza. Il collegamento tra le parti viene
effettuato tramite le coffe, le crocette e le teste
di moro. La parte del ponte, opportunamente rinforzata
e forata, attraverso cui passa l'albero è detta
mastra.
Ciascun albero è assicurato allo scafo con un
adeguato numero di cavi di ritenuta, facenti parte delle
manovre fisse (stralli o stragli, sartie, paterazzi).
Gli alberi assumono denominazione diversa a seconda
del tipo di nave e della loro posizione (albero di maestra,
trinchetto, mezzana); quelli che reggono solo vele auriche
sono detti alberi a palo; quelli che reggono vele latine
su piccole navi e su imbarcazioni sono detti alberi
a calcese. In questi ultimi, l'estremità superiore,
chiamata appunto calcese, ha sezione quadra ed è
munita di un vano trasversale, detto cavatoia; in questa
è alloggiata la puleggia per cui passa la drizza
della vela. §Particolari tipi di alberi che non
portano vele sono quelli che reggono le antenne delle
apparecchiature necessarie alla navigazione e alle comunicazioni
(radar, radiotelegrafo, radiotelefono), le luci di posizione
e di navigazione, le segnalazioni mediante bandiere
e gli alberi per la manovra del carico, più noti
col nome di picchi di carico. Nelle navi da guerra si
adottano per usi molteplici particolari tipi di alberi
a traliccio, che se hanno tre aste sono detti a tripode.
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