Pare proprio che il clima stia cambiando: l'inverno 2006-2007 è stato il più mite degli ultimi 150 anni e la tendenza della temperatura globale è in rialzo.
Eppure la quota del bilancio domestico destinata al riscaldamento è stimata a circa 2000 euro l'anno.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la tendenza all'uso frequente di condizionatori durante la stagione estiva che mette in ginocchio la rete elettrica nazionale, costringendola talvolta al black-out.
Dato che le risorse energetiche classiche sono in via di esaurimento è necessario trovare rapidamente soluzioni alternative. All'insegna del motto "l'energia migliore è quella che non consumiamo" fin dagli anni '90 nel nord Europa si sono sperimentate nuove tecniche costruttive che hanno permesso di abbattere fino a 1/10 l'energia utilizzata per il riscaldamento. Una di queste tecniche consiste nella costruzione di una casa passiva.
Una casa è detta passiva quando non necessita di alcun impianto di riscaldamento convenzionale, in pratica si riscalda semplicemente grazie al calore degli occupanti, dell'energia dissipata dagli elettrodomestici e dalle lampade. Una piccola pompa di calore (una macchina termica in grado cioè sia di riscaldare che di raffreddare) fornisce quel poco di climatizzazione residua.
Il principale nemico del riscaldamento è la perdita di calore: una finestra lasciata aperta, muri non isolati che irraggiano calore verso l'esterno, ecc.
Il primo passo per realizzare una casa passiva è dunque un rigoroso isolamento dell'ambiente interno da quello esterno: la casa deve essere ermetica.
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