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Duecento
Le origini della letteratura italiana si fanno generalmente risalire alla composizione del Cantico di frate Sole di Francesco d'Assisi, prima vera opera in volgare che vide la luce nel 1224. In precedenza, infatti, la produzione letteraria era rimasta vincolata all'uso del latino, considerato lingua dotta in tutta Europa.
Nella seconda metà del secolo, abbandonate le influenze delle opere provenzali che avevano caratterizzato la produzione della Scuola siciliana, i poeti della penisola svilupparono un proprio filone tematico e un originale linguaggio poetico dando vita alla corrente dello Stilnovo: tra i maggiori esponenti, il fiorentino Guido Cavalcanti le cui Rime raccolgono tutti gli ideali poetici del movimento, condivisi con lui da autori del calibro di Guido Guinizelli e Cino da Pistoia. Nello stesso periodo, in netta antitesi con le forme raffinate della civiltà cortese, si affermava anche l'esperienza poetica di Jacopone da Todi.
Non soltanto la poesia, però, caratterizzò fortemente il secolo, anche la prosa visse momenti di splendore grazie al Novellino, raccolta di novelle di autore anonimo dedicate al pubblico colto delle città; e al Tesoretto di Brunetto Latini, poema didascalico-allegorico ispirato al Roman de la Rose francese.
Sul finire del Duecento, intanto, fioriva anche la prima produzione poetica di Dante, preludio alla rivoluzionaria Commedia trecentesca che influenzerà l'intera storia della letteratura italiana.
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