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Rime


Guido Cavalcanti


Terre e Popoli d'Europa: Le origini della lingua
Rime
Guido Cavalcanti
stil novo
Firenze del duecento
Studia Facile. Guido Cavalcanti

Duecento

Guido Cavalcanti
(Firenze, 1250 ca - ivi, 1300)

Nato da una ricca e nobile famiglia tradizionalmente guelfa (il padre Cavalcante è tra gli epicurei dannati da Dante nel X canto dell'Inferno), Guido Cavalcanti partecipò attivamente alle vicende politiche della sua città. Nel clima di riconciliazione tra ghibellini e guelfi, dopo il ritorno di questi ultimi a Firenze, nel 1267 sposò una figlia del ghibellino Farinata degli Uberti. Dopo essere stato tra i garanti della pace tra le due fazioni (1280), ricoprì diverse cariche pubbliche e per due volte, nel 1284 e nel 1290, fu membro del Consiglio Generale del Comune. Esponente di spicco della parte bianca dei guelfi, partecipò a numerosi episodi di rissa e di violenza contro i neri, in particolare contro Corso Donati, di cui fu sempre acerrimo nemico. Nel 1292 gli Ordinamenti di Giustizia lo costrinsero, in quanto magnate, a ritirarsi dalla vita politica cittadina. Accusato di fomentare disordini in Firenze, nel 1300 venne esiliato insieme con altri capi delle opposte fazioni, per decisione dei priori del Comune, tra i quali vi era l'amico Dante. Rifugiatosi a Sarzana, fu colpito da una grave forma di malaria e pochi mesi dopo, grazie a un’amnistia, poté tornare a Firenze dove, nello stesso anno, morì.
Figura di rilievo tra gli intellettuali del tempo e descritto dai contemporanei come uno studioso solitario, Cavalcanti viene considerato il più originale esponente del gruppo degli Stilnovisti, caratterizzati da una comune pratica poetica e da una profonda conoscenza della filosofia aristotelica e del pensiero scolastico. Fu amico, fra gli altri, di Cino da Pistoia, Lapo Gianni, Dino Compagni e di Dante, che gli dedicò la Vita nuova e un celebre sonetto. Dante ci dice che amò Vanna (Giovanna, detta Primavera), cui presumibilmente Cavalcanti dedicò parte dei suoi versi. Del poeta rimangono solo una cinquantina di Rime tra sonetti (36), ballate (11), 2 canzoni e 2 stanze isolate, opere peraltro sufficienti a testimoniare la sua originale personalità.

  

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