Iginio Ugo Tarchetti
(San Salvatore Monferrato, Alessandria, 1839 – Milano, 1869)
Nato da famiglia benestante, quinto di otto fratelli, Iginio Tarchetti, dopo il liceo entrò nel Commissariato militare, fu trasferito in varie città italiane e si trovò in Meridione all’epoca della lotta al brigantaggio. Nel 1864 fu messo in aspettativa a Milano per motivi di salute e qui fondò con alcuni amici una sorta di cenacolo letterario in cui ciascuno assunse il nome di un grande letterato del passato: lui scelse Ugo, in onore di Foscolo. A Milano conobbe la Clara del suo romanzo e in seguito, trasferito a Parma, conobbe quella Carolina che diverrà Fosca. Ottenuto poi il congedo definitivo, si stabilì a Milano dove visse gli ultimi anni della sua vita, tormentato da problemi economici e dalla sua salute malferma, collaborando a riviste e giornali, tra cui la Rivista minima, il Gazzettino rosa e il Pungolo, dove uscì a puntate il suo ultimo romanzo Fosca.
La sua produzione letteraria fu alquanto eterogenea, passando dal romanzo di denuncia sociale (Mistero del coperto Figini, 1866), all’antimilitarismo (Drammi della vita militare, 1867); dalle poesie romantiche e dalle prose di Canti del cuore ai racconti lunghi di Amore nell’arte e Racconti fantastici , tutti pubblicati postumi. Scrittore partecipe di quel clima scapigliato che raccoglieva molti dei letterari a lui contemporanei della Milano di allora, Tarchetti fu un personaggio irruente, passionale, ossessionato nella sua mente turbata da amori impossibili e tortuosi, fatalista e drammatico che riversò tormenti e insofferenze nei suoi scritti. Morì di tifo nel 1869 a casa dell’amico Salvatore Farina, anch’egli scrittore, che terminò e curò la pubblicazione del suo romanzo più famoso Fosca. Fu sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano e ogni anno, a detta dei contemporanei, ebbe sulla sua tomba una corona di sempreverdi inviata dalla donna brutta, innamorata di lui ed epilettica, che fu tradotta nella Fosca del romanzo. Il suo amico Emilio Praga gli dedicò una poesia apparsa in Trasparenze del 1871.