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Enciclopedia della comunicazione > Parole della comunicazione > ipertesto

ipertesto
Diversi gli autori, diversi i lettori

Forma di testualità non sequenziale, costituita da blocchi di parole, immagini, sequenze audiovisive e sonore, connessi tra loro attraverso collegamenti che consentono molteplici percorsi di lettura, e fruibile attraverso un mezzo informatico. Si basano su ipertesti i contenuti dei siti web, dei prodotti multimediali, dei videogiochi. La diffusione dell'ipertesto, avvenuta a partire dagli anni '70-'80, ha prodotto ricadute importanti sulle pratiche di lettura e fruizione, di scrittura, di apprendimento, e sul tema del copyright e della proprietà intellettuale. L'invenzione e le prime sperimentazioni sugli ipertesto risalgono alla metà degli anni '60: inventore del termine fu Ted Nelson (1965), Douglas Engelbart presentò il primo programma ipertestuale (1968); mentre negli anni '90, fu George Landow a formalizzare la definizione oggi accettata e a fissarne i caratteri. La struttura di un ipertesto si basa essenzialmente su un reticolo di informazioni, organizzate in nodi (unità minime visualizzate sullo schermo del computer) e collegate tra loro da link (letteralmente collegamenti), a partire da una specifica parola chiave (definita hot word, letteralmente "parola calda"), che permette di "navigare" lungo i percorsi. Pur essendo una forma testuale aperta, vi sottende una struttura tracciata e una tela di percorsi possibili e delineati tra i quali il lettore è invitato a scegliere­ e una precisa gerarchia di nodi e di link. Se paragonato al concetto fondamentale di testo, proprio della cultura occidentale, ovvero di un oggetto chiuso, dotato di confini e di un ordine interno, sempre uguale a se stesso, l'ipertesto è un insieme aperto, senza inizio né fine ­ anche se talvolta un punto di inizio viene indicato - se non quelli arbitrariamente decisi dal lettore. I percorsi possibili di navigazione sono molteplici, ogni volta potenzialmente diversi, e dunque non del tutto prevedibili da chi costruisce la rete, né mai confrontabili tra lettori differenti. È un testo decentrato, di cui è difficile avere una percezione d'insieme o riassumere la "trama", il plot. L'ipertesto può essere multimediale, se costruito con contributi sonori, visivi, audiovisivi, ma i due concetti non necessariamente si sovrappongono (esistono ipertesti esclusivamente testuali); un ipertesto è invece sempre in una certa misura interattivo, nel momento in cui l'utente effettua le sue scelte, e può essere chiamato a dare attivamente contributi di scrittura o di commento. Per questo è stato coniato il termine di wreader (contrazione di writer, scrittore e reader, lettore).

Vedi anche: testo


 
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