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L'alta tecnologia al servizio degli armamenti

Aereo militare AMX

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale l'industria militare delle nazioni impegnate nel conflitto conosce uno sviluppo forzato. Il contenuto tecnologico delle armi impiegate sui campi di battaglia cresce a tal punto da fare della ricerca scientifica un fattore determinante nella potenza di un paese. Con la realizzazione della prima bomba atomica la stretta compenetrazione tra industria, tecnologia e politica militare raggiunge i risultati più alti e al tempo stesso più tragici. La fine della guerra e l'avvento della Guerra Fredda tra USA e URSS estendono il confronto militare-tecnologico tra le grandi potenze su vaste aree del mondo e danno il via ad una competizione economica che, unita a fattori di natura politica, porterà al collasso il blocco sovietico.

Negli anni Ottanta gli Stati Uniti, per volontà del Presidente allora in carica Ronald Reagan, lanciano un piano di difesa antimissilistica concepito su larga scala. Il progetto, denominato SDI (Strategic Defence Initiative) richiede, solo nei primi quattro anni di ricerca e sviluppo (1984-1987), una cifra altissima, pari a circa dieci miliardi di dollari. Le risorse investite in armamenti aumentano esponenzialmente di anno in anno in tutto il mondo. Ogni settore militare (marina, esercito, aviazione) impiega in forme sempre più massicce le invenzioni dell'industria tecnologica: le flotte sottomarine e le navi di superficie dei paesi economicamente più forti iniziano a sfruttare la propulsione nucleare. Anche nel campo delle armi convenzionali nascono armi offensive tecnologicamente avanzatissime, la cui concezione era, fino a pochi anni prima, confinata al regno della fantasia. Stampa e opinione pubblica di tutto il mondo imparano a fare la conoscenza coi modelli e gli strumenti militari impiegati nei conflitti moderni, come il Superbombardiere americano B- 2 Stealth invisibile ai radar. La fine del confronto bipolare, lungi dal portare a un ridimensionamento delle spese militari, enfatizza il ruolo delle tecnologie nello sviluppo degli armamenti e apre minacce, di volta in volta reali e immaginarie, di possibili attacchi portati con nuove armi chimico-biologiche.

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