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I bombardamenti più gravi
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Prima guerra mondiale, fronte Isonzo-Carso (agosto 1916)
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I bombardamenti durante la Prima guerra mondiale non furono
tanto distruttivi quanto quelli della Seconda. Le distruzioni,
seppur importanti, non possono essere paragonabili alle
distruzioni della seconda e nemmeno in termini di vittime
si raggiunsero mai i livelli successivi. Ciò nonostante
l'impressione sulla popolazione civile fu notevole. La "scarsa
efficacia" del bombardamento è spiegabile per
diversi fattori: gli aerei erano mezzi ancora poco resistenti,
potevano portare un carico di bombe modesto e la precisione
del lancio o del tiro era scarsa. Basta ricordare che nei
primi giorni di guerra vennero sganciate dai tedeschi anche
frecce metalliche lunghe 15 centimetri sulle quali era scritto
"invention française application allemande".
Uno dei primi bombardamenti gravi colpì, per esempio,
Bari il 17 luglio 1915: vennero sganciate bombe da 50 Kg
e vi furono 11 morti e 17 feriti. Bari insieme a Venezia
sede di un arsenale militare, fu una delle città
sulla costa maggiormente colpite. Ma anche città
più all'interno rispetto alla linea del fronte vennero
colpite: Verona il 14 novembre del 1915 subì uno
dei più gravi attacchi aerei: vennero sganciate 15
bombe che uccisero 37 persone, ne ferirono gravemente 29
e leggermente 19. Il 14 febbraio 1916 fu la volta di Milano
sui cui piombarono improvvisamente numerosi aerei austriaci
provenienti dal Trentino. L'obiettivo dichiarato era la
stazione ferroviaria ma le bombe caddero sul quartiere Porta
Volta e presso il Cimitero Monumentale. Nella notte tra
l'11 e il 12 novembre del 1916 aerei austriaci bombardarono
Padova provocando quella che fu forse la maggior strage
su una città italiana che causò orrore nel mondo
e violente polemiche fra i belligeranti. Una delle 12 bombe
sganciate colpì un edificio da cui vennero estratte
93 vittime e 20 feriti. Il bombardamento impressionò
così tanto l'opinione pubblica da entrambe le parti
che sia il nuovo imperatore austro-ungarico, Carlo, che
il Pontefice Benedetto XV chiesero la fine dei bombardamenti
sulle città. Naturalmente, nonostante una tregua
su Venezia, i bombardamenti continuarono. Le città
più bombardate dagli italiani erano Trieste e Pola,
che subirono pesanti attacchi nell'agosto del 1917. Altro
grave bombardamento subito dagli italiani fu quello di Napoli
avvenuto nel marzo 1918 ad opera di un dirigibile di tipo
"Zeppelin" partito da una base in Bulgaria. L'attacco
fu inaspettato e la reazione contraerea inesistente.
L'avvenimento, oltre a terrorizzare la popolazione, determinò
un'interrogazione alla Camera dei deputati sull'inefficienza
delle nostre difese.
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