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I bombardamenti aerei sulle città italiane

Asiago dopo un bombardamento austriaco

Le prime azioni di bombardamento aereo sui centri urbani risalgono alla Prima guerra mondiale. Nel passato i bombardamenti avvenivano dalle navi verso le città della costa e relativi porti o venivano effettuati dalle artiglieria che assediavano le città. Il bombardamento aereo determina un cambiamento radicale: mentre in precedenza aveva un significato in prevalenza tattico ora il bombardamento aereo assume una duplice valenza: colpire le retrovie, distruggere nodi ferroviari, magazzini, fabbriche, cantieri e terrorizzare la popolazione civile. Questi bombardamenti erano un primo esempio di quello che, con la guerra civile spagnola prima e la Seconda guerra mondiale poi, sarebbe stata chiamata la guerra totale. Lo sviluppo dell'aeronautica (velivoli con maggiore autonomia e capacità di carico bellico, dirigibili più grandi) proprio durante il primo conflitto, spostò l'azione di bombardamento dalle navi agli aeroplani.

Il primo bombardamento aereo su una popolazione civile avvenne il 4 dicembre 1914 a Friburgo ad opera di aerei francesi. Nella notte tra il 20 e il 21 marzo 1915 Zeppelin effettua un'incursione sulla città di Parigi con tre dirigibili. Il 31 maggio è la volta di Londra. Nel 1915 Hugo Junkers riesce a far volare il suo primo velivolo in acciaio: lo Junkerseindecker J1. Lentamente le strutture in legno e tela vengono abbandonate a favore di materiali e strutture più resistenti. Sul fronte italiano gli austriaci iniziarono subito i bombardamenti navali delle città adriatiche per poi passare al bombardamento aereo, presto seguiti dagli italiani che inclusero tra gli obiettivi militari parecchie città nemiche, come Triestre e Pola. Questi attacchi sovente avvenivano nelle ore serali o notturne, fatto notevole per l'epoca. Gli aerei erano comunque mezzi molto fragili, i piloti inesperti, l'assistenza al volo, al decollo e all'atterraggio e la difesa antiaerea erano praticamente inesistenti.

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