Cosa significa essere un dittatore, spiegato in 5 punti

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Quali sono le principali caratteristiche di un regime totalitario? Quali, invece, le differenze tra democrazia e dittatura? Chi sono i dittatori contemporanei? Un approfondimento.

Si fa presto a dire dittatore. Ma cos’è un dittatore o, meglio, chi è un dittatore? La definizione ha certamente una connotazione negativa ed è stata affibbiata, oggi e in passato, a numerose figure. Spesso molto diverse tra loro, arrivate al potere con modalità differenti, più o meno sanguinarie, in taluni casi persino benvolute dal loro popolo. Proviamo a fare chiarezza.

L’origine del termine

Nella Repubblica Romana, il dictator era un magistrato eletto dal Senato in casi straordinari, come rivolte, attacchi militari, gravi impedimenti del console. La dittatura terminava quando questa figura aveva svolto i compiti per i quali era stato nominato. In ogni caso, la carica del dittatore non poteva durare più di sei mesi. Nell’Antica Roma hanno ricoperto l’incarico figure come Cincinnato, Marco Furio Camillo, Silla e Giulio Cesare (l’ultimo nella storia).

Sei un dittatore se…

Come detto, le dittature possono avere caratteristiche diverse. Ma alcune sono più presenti di altre. Eccole.  

  1. Prendi il potere con la forza
    Nel 1933 Adolf Hitler arrivò alla Cancelleria tedesca tramite regolari elezioni e solo dopo la morte del presidente von Hindenburg si attribuì per legge il titolo di Führer, instaurando un regime dittatoriale. Ma questa è più l’eccezione che la regola. 
  2. Operi una forte repressione
    I dittatori reprimono il dissenso politico, spesso macchiandosi di crimini efferati. L’antifascista Giacomo Matteotti, ad esempio, fu ucciso nel 1924 dopo un discorso alla Camera dei Deputati, in cui denunciava brogli elettorali da parte del governo Mussolini
  3. Impedisci lo svolgimento di libere elezioni
    Le dittature sono caratterizzate dall’assenza di regolari elezioni. Anche perché comunque non ci sarebbero altri partiti da votare, oltre a quello già al potere: nelle dittature c’è infatti la sistematica eliminazione delle libertà di associazionismo politico.
  4. Esalti il nazionalismo 
    Arresti, torture, sparizioni sono all’ordine del giorno in una dittatura. Ma tutto in realtà va bene, il Paese non è mai stato forte come adesso: è questo che il dittatore dice al suo popolo, in una situazione in cui il nazionalismo viene fortemente esaltato.
  5. Controlli i mezzi di comunicazione
    Uno Stato totalitario è caratterizzato dal controllo capillare della società in tutti gli ambiti di vita, imponendo l'assimilazione di un'ideologia attraverso i mezzi di comunicazione e, dunque, la propaganda. 

La differenza tra democrazia e dittatura

La democrazia è l’esatto opposto della dittatura. La democrazia (dal greco antico: démos, «popolo» e  krátos, «potere») è infatti la forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso rappresentanze elettive. La dittatura, che è invece una forma totalitaria di governo, è caratterizzata dall’accentramento di tutti i poteri in un solo organo, monocratico o collegiale. 

Dittatori del passato

Stalin

Si sono verificate forme di dittatura in ogni periodo storico, dall’Antica Roma al Regime del Terrore in Francia, fino al Novecento, secolo in cui se ne sono instaurate molte, in ogni angolo del mondo. I nomi di Adolf Hitler (Germania), Benito Mussolini (Italia) e Francisco Franco (Spagna) sono i più noti, ma ci sono stati anche Tito in Jugoslavia, l’Estado Novo fondato da António Salazar in Portogallo, la Dittatura dei colonnelli in Grecia e Iosif Stalin, dittatore de facto dell'Unione Sovietica.

Il Brasile è stato retto da una giunta militare dal 1964 al 1985, stessa cosa in Argentina con Jorge Videla e i suoi successori nel Proceso de Reorganización Nacional (1976-1983), così come in Paraguay con Alfredo Stroessner (1954-1989). Senza dimenticare Augusto Pinochet in Cile (1974-1990). In Centro America troviamo François "Papa Doc" Duvalier ad Haiti (1964-1971) e persino Fidel Castro, secondo molti, è da considerare un dittatore. Diversi i regimi totalitari dell’Africa, dalla Repubblica Democratica del Congo di Mobutu Sese Seko (1965-1997) alla Libia del colonnello Mu'ammar Gheddafi. Per quanto riguarda l’Asia, non si possono non ricordare Mao Tse-tung in Cina e Pol Pot in Cambogia, uno dei più spietati dittatori del Novecento.

Dittatori contemporanei (o considerati tali)

Kim Jong-un

Al momento il dittatore più conosciuto al mondo è Kim Jong-un, leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Sempre in Asia, sono in molti a considerare un brutale dittatore Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese dal 2013. Lo stesso si può dire di Recep Erdogan in Turchia, mentre non ci sono dubbi su Teodoro Obiang, presidente della Guinea Equatoriale dal 3 agosto 1979, giorno in cui abbatté il regime dello zio Francisco Macías Nguema tramite un colpo di Stato militare.

 

Matteo Innocenti