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ènfasi

sf. [sec. XIV; dal greco émphasis, da empháinein, dimostrare].

1) Figura retorica che consiste nel dare un particolare risalto a una parola o a un'espressione: “vissi e regnai, non vivo or più non regno” (Tasso). Per estensione, calore, passionalità nell'esprimersi: si difese con enfasi; anche con valore spregiativo: parlare con enfasi.

2) Nelle trasmissioni di modulazione di frequenza, procedimento consistente nell'esaltare determinate frequenze allo scopo di migliorare il rapporto segnale-disturbo. Poiché i disturbi sono prevalentemente distribuiti nella parte più elevata dello spettro delle frequenze acustiche, si adotta generalmente un'espansione lineare di 6 dB per ottava al crescere della frequenza, detta enfasi, all'atto della modulazione e una corrispondente attenuazione, sempre di 6 dB per ottava (deenfasi), all'atto della demodulazione.

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