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Alfa Romèo

industria automobilistica italiana che trae le origini dalla Società Automobili Darracq, costituita nel 1906 per la costruzione in Italia delle vetture dell'omonima casa francese. Rilevata con il suo stabilimento di Portello (Milano), nel 1909, da un gruppo di finanzieri italiani, che la denominarono Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (ALFA), nel 1915, a seguito della sua messa in liquidazione, passò all'ingegnere napoletano Nicola Romeo che, dopo la prima guerra mondiale, ne mutò il nome in Alfa Romeo. La prima vettura costruita dalla nuova società fu la 24 HP nei tipi turistico e sportivo cui seguì la 20-30 HP. La sua produzione, rivolta soprattutto alle vetture da competizione, vide quindi dominare la scena sportiva dal 1925, anno in cui conquistò il primo campionato mondiale con la famosa P2, al 1936 e dal 1948 al 1951. Nel 1933 l'Alfa Romeo passò sotto il controllo dell'IRI e nel 1938 avviò la costruzione di uno stabilimento presso Pomigliano d'Arco per la produzione di motori avio. Alla fine del secondo conflitto mondiale la casa automobilistica, con il passaggio alla Finmeccanica (1948), riprese la sua produzione di auto di serie, abbandonando quella di autocarri e motori marini di cui si era occupata esclusivamente durante la guerra. Dedicatasi, quindi, dal 1951 soprattutto alla costruzione di vetture da turismo e da gran turismo, nel 1959 iniziò, su licenza della francese Renault, la fabbricazione della Dauphine. Negli anni Sessanta del Novecento, diventata ormai un gruppo con società collegate, l'Alfa Romeo continuando nella sua politica di espansione dell'azienda, decise di aprire nuovi stabilimenti tra cui, nel 1967, il nuovo complesso, l'Alfa Sud, di Pomigliano d'Arco. Affrontato poi nel decennio successivo un lungo periodo di transizione, che aveva visto una ristrutturazione interna dell'azienda e un suo risanamento finanziario, agli inizi degli anni Ottanta, la casa automobilistica assumeva il ruolo di capogruppo delle sue società, con funzioni di controllo, di finanza e di pianificazione strategica in quattro settori: automobilistico, aeronautico, commerciale e finanziario. Tra le varie società controllava anche l'Alfa Romeo Avio, che era impegnata in diversi programmi internazionali e che, con i suoi stabilimenti di Pomigliano d'Arco e di Acerra, si occupava del settore della costruzione e revisione dei motori aeronautici sia civili, sia militari. La difficile situazione finanziaria e commerciale, che si protraeva dagli anni Settanta, e la scarsa fortuna incontrata dall'Arna, l'auto nata dall'accordo con la giapponese Nissan (1980) determinavano, nel 1986, da parte dell'IRI la vendita del gruppo Alfa Romeo alla FIAT. L'azienda veniva destinata dal 1987, con la Lancia, alla produzione di autovetture di prestigio, come Alfa-Lancia, e dal 1992, incorporata dalla FIAT Auto, con il proprio marchio Alfa Romeo.

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