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FIAT S.p.A.

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industria di costruzioni automobilistiche e meccaniche fondata nel 1899 a Torino come Fabbrica Italiana Automobili Torino FIAT (denominazione mantenuta fino al 1918) da Giovanni Agnelli e altri imprenditori piemontesi, che agli inizi si avvalsero della collaborazione tecnica dell'ingegner A. Faccioli.

Cenni storici: la produzione automobilistica e gli altri settori di attività

La società, che presentò il primo modello di vettura (3 ½ HP) nello stesso 1899, si sviluppò rapidamente creando una serie di aziende complementari e sussidiarie, così da divenire il maggiore complesso industriale italiano e uno dei più importanti d'Europa: produzione di veicoli industriali nel 1903, costruzioni navali nel 1905 e, con la costituzione della Società FIAT-San Giorgio, motori Diesel navali nel 1907, motori d'aeroplano nel 1908, armi e veicoli militari dal 1913 alla seconda guerra mondiale e aeroplani completi nel 1914 (FIAT-Farman 5B). Nel 1917 estese l'attività ai settori ferroviario e siderurgico, a quello delle macchine agricole e poi delle macchine movimento terra; nel 1926 nel campo editoriale assunse la proprietà del quotidiano La Stampa. Oltre ai settori già indicati, si è sviluppata anche nel campo delle turbine a gas, delle macchine utensili, dell'elettronica e dell'energia nucleare. La costituzione nel 1973 della FIAT-Allis e dell'Iveco (Industrial Vehicles Corporation) nel 1974, ha consentito un maggiore e più coordinato sviluppo dei settori FIAT macchine movimento terra e veicoli industriali. In numerosi Paesi sono costruite o montate auto su licenza FIAT. È stata una delle prime aziende italiane a stipulare accordi con l'Unione Sovietica, con la conseguente costruzione dello stabilimento di Togliattigrad, e con la Polonia per la produzione della 126. Nel 1968 la FIAT ha incorporato l'Autobianchi e la OM e, nel 1969, ha acquistato il capitale sociale della Lancia S.p.A. e una partecipazione del 50% nel capitale della Ferrari (diventata maggioritaria nel 1988); nel 1971 ha acquistato l'Abarth. Nel 1986 ha acquistato dall'IRI dopo un'aspra battaglia con la Ford, l'Alfa Romeo, confluita poi nella nuova società Alfa-Lancia. Dalla collaborazione FIAT-IRI è nata anche la Società Grandi Motori Trieste che ha visto concentrate le produzioni di grandi motori Diesel. Il primo stabilimento della FIAT per la produzione di auto è stato il Lingotto (inaugurato nel 1923); cessata l'attività produttiva nel 1982, la fabbrica è stata trasformata in un centro polifunzionale di ricerca e scambio culturale. Accanto agli stabilimenti di Mirafiori (1939) e di Rivalta (1967), situati a Torino, operano numerosi altri stabilimenti, tra cui quello di Milano, e, nell'Italia meridionale, di Bari, Napoli, Termini Imerese, Melfi (Potenza) e Pratola Serra (Avellino).Nel corso di più di un secolo di attività, tuttavia, FIAT non ha significato solo automobili. Dal 1908 quando debuttò senza successo nel settore aviatorio con il motore SA8/75, ha mantenuto una presenza continuativa nel settore pur attraverso diverse ragioni sociali. Nel 1969 ha trasferito le proprie attività aeronautiche nell'Aeritalia, controllata pariteticamente con l'IRI che nel 1976 ne ha rilevato l'intera proprietà. Nel settore aeronautico ha continuato la sua attività con la FIAT Avio, che costruiva turbine e trasmissioni per elicotteri, fino al 2003, quando la società è stata ceduta a un fondo di investimento americano e a Finmeccanica. Attraverso l'Impresit (costituita nel 1929) FIAT ha partecipato alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali all'estero (dighe di Kariba nello Zimbabwe, di Akosombo nel Ghana, del Mantaro in Perù) e ha preso parte al recupero dei templi di Abu Simbel e alla costruzione del ponte sul Paraná in Argentina. Nel 1989 dalla fusione di Impresit e Cogefar S.p.A. è nata Cogefarimpresit. FIAT ha ampliato inoltre la propria presenza ai campi assicurativo, immobiliare, alimentare e ai servizi finanziari mediante partecipazioni rilevanti nella Galbani, nella Star e nella Rinascente (di cui ha ceduto nel 2004 il settore alimentare e nel 2005 l'intero controllo a un gruppo di investitori tra cui la famiglia Borletti) e nel gruppo Rizzoli-Corriere della Sera.

Cenni storici: la trasformazione in holding

A partire dagli anni Settanta, la FIAT (guidata dal 1966 al 2003 da Giovanni Agnelli) ha iniziato un processo di decentramento organizzativo in seguito al quale i settori produttivi sono stati conferiti a società giuridicamente autonome: nasceva così nel 1980 la capogruppo FIAT S.p.A. con funzione di holding industriale. Il Gruppo svolge le attività produttive e di servizio attraverso i settori operativi. I principali fanno capo a FIAT Auto, Ferrari e Maserati (automobili), CNH (macchine agricole e movimento terra) e a Iveco (veicoli industriali). Inoltre si aggiungono le attività della componentistica (Magneti Marelli e Teksid), i mezzi e i sistemi di produzione (Comau), i servizi (Business Solutions) e le attività di editoria e comunicazione (Itedi).

Cenni storici: lo sviluppo delle attività

Gli sforzi del gruppo si sono diretti prevalentemente alla ricerca di una efficienza sui costi sia di prodotto sia di struttura e a una maggiore apertura ai mercati dell'America Latina. Nel 1995 è stata conclusa una joint venture con la statunitense Chrysler per la produzione di jeep, e due anni dopo, la FIAT ferroviaria e la francese Lohr hanno firmato un accordo industriale e commerciale per lo sviluppo delle loro attività nel settore dei trasporti urbani. Nello stesso anno il 50% della Maserati, società già detenuta interamente dalla Fiat Auto, è stato trasferito alla Ferrari. Nel 1998 Iveco e Renault hanno costituito un gruppo per la costruizione di autobus. In una strategia di globalizzazione del gruppo, la FIAT S.p.A. (1999) ha tentato accordi con diverse società asiatiche e ha concluso una joint venture con la Mitsubishi, per la produzione di un nuovo fuoristrada da città; l'anno seguente è stato concluso un accordo di collaborazione con la General Motors per il settore auto, revocato nel 2005. Nel 2001 ha costituito con la francese Electricité de France (EdF) una nuova società che ha lanciato con successo un'Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) nei confronti del gruppo Montedison. Nel 2002 l'azienda si è trovata ad affrontare un profondo processo di ristrutturazione legato all'andamento negativo del settore automobilistico. Nel dicembre 2004 la FIAT ha stipulato un accordo con la SAIC (Shanghai Automotive Industry) per produrre camion in Cina e nel 2005 ha acquisito nuovamente la Maserati, che continua la cooperazione con la Ferrari soprattutto a livello industriale, di progetti tecnici, motori e rete commerciale. FIAT persegue una politica di alleanze che la vede protagonista di numerosi accordi commerciali: nel 2006 una joint venture con l'indiana Tata Motors le ha aperto le porte della produzione di auto e motori in India; nel 2007 ha raggiunto un accordo con la russa Severstal; nel 2008 ha firmato un nuovo accordo con la tedesca BMW per avviare una cooperazione nella produzione di componenti e piattaforme e nella commercializzazione del marchio Alfa Romeo in USA. Nel 2009 veniva firmato un accordo con la Chrysler in cui il gruppo torinese acquisiva il 20% del capitale dell'azienda americana. Nel 2014 viene creata una società italo-statunitense con sede in Olanda con il nome di Fiat Chrysler Automobiles (FCA).

Bibliografia

G. Marin, A. Mattei, L'Automobile,storia illustrata, Milano, 1961; Autori Vari, Linea Fiat, Torino, 1966; idem, Tutte le Fiat, Milano, 1970; L. Libertini, La Fiat negli anni '70, Roma, 1973; R. Gianotti, Trent'anni di lotte alla FIAT (1948-1978), Bari, 1979; A. Enrietti, G. Fornengo Pent, Il gruppo FIAT, Roma, 1989.