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Ambistòmidi

sm. pl. [da ambi-+greco stóma-atos, bocca, apertura]. Famiglia (Ambystomidae) di Anfibi Urodeli comprendente il solo genere Ambystoma, con 30 specie, proprie dell'America settentrionale e centrale, di aspetto simile alle nostre salamandre. In passato negli Ambistomidi era anche compreso il genere Rhyacosiredon (con 4 specie Rhyacosiredon altamirani, Rhyacosiredon leorae, Rhyacosiredon rivularis, Rhyacosiredon zempoalensis) ma analisi genetiche effettuate nei primi anni del sec. XXI hanno evidenziato che questo genere risulta essere tanto strettamente imparentato con il genere Ambystoma da poter essere identificato con questo. I generi Dicamptodon e Rhyacotriton invece, attribuiti per lungo tempo alla famiglia degli Ambistomidi, sono stati riconosciuti, sempre su basi genetiche, distanti dagli Ambistomidi e sono stati ascritti a due famiglie che prendono il nome dai due generi, rispettivamente alle famiglie dei Dicamptodontidi e dei Riacotritonidi. Gli Ambistomidi hanno una lunghezza variabile dagli 8 ai 30 cm, con capo grosso e piatto, occhi provvisti di palpebre, solchi costali ben evidenti e vertebre anficeli. Il dimorfismo sessuale è rilevabile a livello della cloaca e della coda che nei maschi risultano essere rispettivamente più gonfia e più sviluppata. Le abitudini degli adulti sono prevalentemente terricole, talvolta fossorie (cioè scavatrici), e il ritorno all'acqua avviene solo nel periodo riproduttivo, che varia a seconda dell'altitudine (primavera e inverno in pianura, estate nelle zone montane). Le uova vengono deposte in acqua e le larve per metamorfosare impiegano da 1 a 2 anni. Alcune specie sono neoteniche, mentre altre pedogenetiche. Tra gli Ambistomidi il più conosciuto è sicuramente Ambystoma mexicanum o, meglio ancora, la sua forma pedogenetica, conosciuta con il nome di “axolotl”.