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Amyot, Jacques

umanista francese (Melun 1513-Auxerre 1593). Insegnante all'Università di Bourges, fu protetto da Francesco I, dal quale ottenne il beneficio dell'abbazia di Bellozane; precettore dei figli di Enrico II, coronò la sua carriera come grande elemosiniere di Francia e vescovo di Auxerre. Il suo nome è rimasto legato a una serie di traduzioni di opere classiche, di alto valore letterario e accessibili a un vasto pubblico: Le etiopiche (1548) di Eliodoro, le Storie (1554) di Diodoro Siculo e soprattutto le Vite degli uomini illustri (1559) e le Opere morali (1572) di Plutarco. La vivacità e l'entusiasmo di Amyot fanno della sua principale traduzione, quella delle Vite plutarchiane, quasi un'opera originale, la creazione di un umanista per il quale la virtù e la saggezza antica costituivano una fonte di ammirazione esaltante. Dello stesso parere dovettero essere i suoi contemporanei, per i quali l'opera divenne il “breviario” di cui parla Montaigne.

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