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Andrade, Oswald de-

nome abbreviato del poeta, narratore e drammaturgo brasiliano José Oswald de Souza Andrade (San Paolo 1890-1954). Fu uno degli iniziatori del modernismo brasiliano e capeggiò la Settimana d'Arte Moderna del 1922, apportandovi le esperienze accumulate in Europa, a contatto con futuristi e dadaisti, in parte ricordate nel romanzo autobiografico Memórias sentimentais de João Miramar (1925; Memorie sentimentali di João Miramar). In seguito Andrade si fece iniziatore dell'ala estremista del modernismo, quella degli “antropofagi”, così detti perché intendevano riportare la cultura tropicale alla purezza originaria, anteriore all'arrivo della civiltà europea. Della sua adesione e del suo successivo distacco dal comunismo sono testimonianze sia il romanzo Chão (1941; Suolo) sia il saggio A crise da filosofia messiânica (1950; La crisi della filosofia messianica), dove mescola capricciosamente marxismo, psicanalisi e neopositivismo. Nelle poesie di Pau Brasil (1925; Legno Brasile), tradotte in italiano da G. Ungaretti, Andrade rielabora frammenti di cronache degli scopritori e dei missionari. Recentemente è stata rivalutata la sua opera drammatica, specialmente la commedia O rei da vela (1937; Il re della candela). Tra i suoi romanzi: Serafim Ponte Grande (1923; Serafino Ponte Grande), Marco zero (1943; Limite zero).

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