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Apamèa

(greco Apámeia; latino Apamēa), nome di varie città antiche dell'Oriente. § Apamea di Bitinia, sulla costa asiatica del Mar di Marmara (odierna Mudanya), fu costruita da Prusia I di Bitinia, che la chiamò Apamea in onore della moglie, sul luogo di un'antica colonia ionica (Myrlea) distrutta nel 202 a. C. da Filippo V di Macedonia. § Apamea sull'Eufrate, fondata da Seleuco Nicatore sulla riva sinistra del fiume. § Apamea di Frigia fu fondata da Antioco I Sotere, in onore della madre Apama, presso la sorgente del Meandro. Sede preferita dei monarchi seleucidi, la città decadde in seguito allo spostamento della strada di grande comunicazione diretta verso Bisanzio (sec. III). § Apamea di Siria sull'Oronte, la più celebre tra le città di questo nome (presso l'attuale località di Qal'at el-Mudīq, a NW di Hama), dove i Romani firmarono, nel 188 a. C., la pace con Antioco III di Siria che avevano sconfitto. Questi dovette cedere ai Romani l'Asia Minore sino al Tauro, rinunciare alla flotta, salvo 10 navi, agli elefanti e pagare 15.000 talenti. Il territorio tolto ai Siriaci fu ripartito dai Romani tra le alleate Rodi e Pergamo. Il fiume Meandro divise i possessi pergameni, al nord, da quelli rodioti, al sud. Le città greche della costa vennero dichiarate libere. Dell'antica città romana si è conservata la struttura urbana a schema ortogonale, disposta intorno a due vie principali, all'incrocio delle quali sono state ritrovate la palestra e le terme. L'arteria N-S era delimitata da due porte e fiancheggiata da portici a colonne corinzie, con fusti decorati e mensole aggettanti che sostenevano statue onorarie di imperatori e cittadini. Sono stati portati alla luce anche la grande cinta muraria ellenistica, il teatro romano (uno dei più grandi tra quelli noti) e numerose chiese e case private. Ad Apamea sono stati rinvenuti inoltre numerosi mosaici; i più antichi si inseriscono in una tradizione tipicamente orientale; della tarda antichità, continuatrice della tradizione ellenistica, sono quelli più noti, raffiguranti la scuola di Socrate e le Muse (sec. IV d. C.) e le decorazioni pavimentali dei portici (sec. V).