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Ariènzo

comune in provincia di Caserta (17 km), 103 m s.m., 14,16 km², 5198 ab. (arienzani), patrono: santi Clemente e Costanza (ultima domenica di giugno).

Centro posto ai piedi del monte Vorrano, non lontano dalle Forche Caudine. Venne fondato dagli abitanti di Suessola nel sec. IX , dopo la distruzione del loro paese a opera dei Saraceni; fu noto anche con il nome di Terra Murata perché fortificato. Distrutto nel 1135 da Ruggero II, fu in seguito ricostruito nell'attuale posizione. Sotto gli Angioini fu feudo degli Stendardo, poi dei Boffa Stendardo. Ferdinando d'Aragona lo assediò e, per punire i feudatari fedeli agli Angioini, fece smantellare le mura. Acquistato dai Montalto nel 1534, dal 1556 fino all'abolizione dei feudi (1806) fu marchesato dei Carafa di Maddaloni. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980. § L'abitato è caratterizzato da numerosi edifici sei-settecenteschi di forme barocche. La chiesa dell'Annunziata è tra le più belle creazioni del tardobarocco e rococò napoletano: la facciata è ricca di stucchi; anche l'interno, con soffitto ligneo dorato, è completamente decorato da stucchi settecenteschi, soprattutto nell'ampia cupola, e custodisce numerose opere dei sec. XVI-XVIII. Barocchi sono inoltre l'annesso convento e l'antistante Monte dei Pegni (1687). La chiesa di Sant'Agostino (sec. XIV ma rifatta nei sec. XV e XVIII) ha facciata a stucchi tardobarocchi e, all'interno, resti di un affresco trecentesco e il bel sepolcro di Giovannella Boffa Stendardo. La parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo (sec. XII ma molto rimaneggiata) conserva sculture lignee del sec. XVI. § L'economia si basa sull'agricoltura (olive, ortaggi, tabacco, cereali e frutta) che alimenta un fiorente commercio. La piccola industria è presente nei settori elettrotecnico e dell'abbigliamento. § Nei dintorni, scavi recenti hanno riportato alla luce i resti di una grandiosa villa romana di età augustea.