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Ariano Irpino

comune in provincia di Avellino (50 km), 778 m s.m., 185,52 km², 23.505 ab. (arianesi), patrono: sant’ Ottone (23 marzo).

Cittadina dell'Appennino Sannita, pittorescamente situata su tre colli fra i bacini dei fiumi Ufita e Cervaro. Di antichissimo insediamento, come attestano i ritrovamenti di ceramiche in località La Starza, fu centro sannita e poi romano (Aequum Tuticum, identificabile con i ruderi in località Sant'Eleuterio). L'attuale abitato sorse in epoca longobarda e, munito di castello, assunse notevole importanza dopo la conquista normanna (1140), quando fu il centro di una vasta e potente contea. Devastata da Manfredi (1255), visse un periodo di prosperità sotto gli Angioini e vi si avvicendarono poi vari feudatari fino al 1585, quando si riscattò diventando “città regia”. Situata in zona sismica, fu spesso colpita dai terremoti, tra i quali quello devastante del 1980. Fino al 1930 si chiamò Ariano di Puglia. § La cattedrale, edificata nel sec. XI, ma più volte rifatta in seguito ai numerosi terremoti, presenta la facciata cinquecentesca con tre portali sormontati da nicchie con altorilievi dell'Assunta, di Sant'Ottone e Sant'Elziario. Ai margini dell'abitato sono gli imponenti resti, per metà interrati, del castello normanno. Di notevole interesse sono il Museo civico, che conserva ceramiche locali dei sec. XVII-XVIII, e il Museo Archeologico, con reperti neolitici, sannitici e romani. § Nell'economia il comparto prevalente è quello agricolo (ortaggi, legumi, grano, ciliegie, foraggi, tabacco, olive e uva, con produzione di vino e olio); è attivo l'allevamento ovino, avicolo e bovino, con produzione lattiero-casearia. L'industria è presente nei settori dolciario, estrattivo (cave di gesso), dei materiali da costruzione e della lavorazione di pietre e marmi. Discreto l'artigianato della ceramica e il turismo di villeggiatura estiva.