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Banzi

comune in provincia di Potenza (60 km), 568 m s.m., 82,35 km², 1514 ab. (banzesi o bantini), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro dell'Appennino Lucano, situato nel bacino del fiume Bradano. Abitato in epoca preistorica, è l'antica Bantia, presso la quale Annibale sconfisse i Romani nel 208 a. C. Fortificato dai Goti e dai Longobardi e donato dal duca di Benevento all'abbazia benedettina di Santa Maria, seguì le sorti di quest'ultima. Fu danneggiato dal terremoto del 1980.§ Al centro del paese sono i resti (androne e parte del chiostro) dell'abbazia di Santa Maria (sec. XII, rimaneggiata nel sec. XIV e restaurata nel sec. XV). Accanto sorge la parrocchiale di Santa Maria (sec. XI), con facciata quattrocentesca ornata da un bassorilievo del sec. XIV (Madonna col Bambino) e da una statua di San Gabriele (sec. XI); conserva all'interno una tavola forse del sec. XII (Vergine) e altari intagliati.§ L'agricoltura produce cereali, legumi, uva da vino (aglianico del Vulture DOC) e frutta. L'industria opera nei settori meccanico e vetrario. Fiorente è l'artigianato del legno.§ In un bosco, nei dintorni, è la Fonte Nocella, identificata con la Fons Bandusiae cantata dal poeta latino Orazio. Lo statuto della città, redatto in osco, è contenuto in una faccia della famosa Tabula Bantina, rinvenuta a Oppido Lucano.

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