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Becèlli, Giùlio Césare

scrittore italiano (Verona 1686-1750). Amico di S. Maffei, ne imitò la Merope nella mediocre tragedia Oreste vendicatore (1728); più interessanti le sue commedie (tra cui L'Ariostista e il Tassista, 1748), sorrette da una dignitosa ispirazione morale, mentre assai modesto è il poema giocoso Il Gonnella (1739). Ma l'opera più nota è il trattato Della novella poesia (1732), dove, criticando l'imitazione degli antichi, l'autore sembra anticipare idee romantiche. La pedagogia deve a Becelli un famoso Trattato nuovo della divisione degli ingegni e studi secondo la vita attiva e contemplativa, scritto singolarmente ad uso della nobiltà di Italia (1738), che lo fa considerare un pioniere delle ricerche caratteriologiche a fini educativi.

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