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Belinskij, Vissarion Grigorevič

critico letterario russo (Sveaborg 1811-Pietroburgo 1848). Fondatore della critica letteraria russa e dell'estetica materialistica, Belinskij fu all'inizio influenzato dalla filosofia idealistica tedesca (Fichte, Schelling e, in particolare, Hegel) e più tardi da Feuerbach. Esponente del primo socialismo, pervenne quindi a posizioni filosofiche di tipo materialistico e fece valere le sue tesi e il metodo dialettico di ricerca nella letteratura e nell'arte, sottolineando la superiorità della realtà della vita sull'arte. I suoi numerosi studi, pubblicati soprattutto negli Annali patri, e i saggi influirono profondamente sullo sviluppo della letteratura russa del sec. XIX. Le principali opere di Belinskij sono: Fantasie letterarie (1834), Sul racconto russo e sui racconti del signor Gogol (1835), Le poesie di M. Lermontov (1841), Le opere di A. Puškin (1843-46), Risposta a un moscovita (1847), in cui espose la sua concezione del realismo nella letteratura russa, e infine la lettera a Gogol (1847), una specie di testamento politico in cui invitò Gogol a coltivare di nuovo il realismo e la satira.

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