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Bonèfro

comune in provincia di Campobasso (47 km), 620 m s.m., 31,13 km², 1873 ab. (bonefrani), patrono: san Nicola (9 maggio).

Centro situato presso le sorgenti del torrente Tona, affluente del fiume Fortore. Sorto tra i sec. X e XI, appartenne alla Contea di Larino sotto i Longobardi e a quella di Loritello (attuale Rotello) sotto i Normanni. Dal 1405 ebbe come signori i marchesi di Montorio. Subì ingenti danni nel terremoto del 1456 e in quello del 2002.§ L'abitato, che comprende un borgo più antico, di forma circolare, e una parte moderna, è dominato dal massiccio palazzo baronale (sec. XIV) con quattro torri angolari cilindriche. La chiesa di Santa Maria delle Rose (sec. XVIII) conserva l'altare maggiore in marmi pregiati e dipinti di scuola napoletana. Notevoli le due fontane barocche “della Terra” e “dei Ciechi”, in contrada Piano della Fontana.§ L'agricoltura produce cereali, olive, uva (molise DOC), frutta e foraggi per l'allevamento bovino, ovino e caprino (con produzione di formaggi tipici). Sono attive aziende artigianali nei settori meccanico, edile, alimentare.

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