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Bonvesìn da la Riva

poeta e letterato italiano (Milano ca. 1250-ca. 1315). Della sua vita si sa soltanto che, nato da famiglia benestante milanese, appartenne alla setta degli umiliati (almeno fino al 1306, poi, forse, entrò nell'ordine dei francescani per timore di cadere in eresia) e che, senex et aeger, nel 1313 fece testamento. Scrisse il poemetto De vita scholastica e il trattato in lode della sua città, De magnalibus urbis Mediolani, ambedue in latino e di modi eleganti e dotti. Volendo però che la sua arte poetica e la sua dottrina servissero a educare alla morale e alla fede la gente umile e incolta, Bonvesin da la Riva preferì i modi semplici e immediati del volgare e adottò come misura metrica la quartina monorima di alessandrini, perché i suoi insegnamenti fossero più facilmente recitati e ritenuti a memoria. Delle molte opere didattiche sono interessanti: il piccolo galateo De quinquaginta curialitatibus ad mensam, i Contrasti (di Satana con la Vergine, del peccatore con la Vergine, dell'anima col corpo, della rosa con la viola, della mosca con la formica), le Leggende, la Vita di Santa Maria Egiziaca, la Vita di Sant'Alessio e soprattutto, anche per la complessa e armoniosa strutturazione della materia, Il libro delle tre scritture, vi si tratta, nella prima (Scrittura nigra) della nascita dell'uomo, delle miserie della vita terrena, delle dodici pene infernali; nella seconda (Scrittura rubra) della passione di Cristo; nella terza (Scrittura aurea) della corte divina e delle dodici glorie del paradiso.

Bibliografia

P. Gallardo, Bonvesin da la Riva, in “I Minori”, Milano, 1961; L. Biffi, Incontro con la Milano di Bonvesin de la Riva, Milano, 1983.

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Bonvesin da la Riva.