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Borgomanèro

comune in provincia di Novara (32 km), 307 m s.m., 32,36 km², 19.315 ab. (borgomaneresi), patrono: san Bartolomeo (24 agosto).

Cittadina dell'alto Novarese situata sulla sinistra del torrente Agogna, sbocco naturale del Vergante occidentale e del Cusio meridionale, posta tra le prime colline moreniche del lago d'Orta. Sorta nell'alto Medioevo, conserva ancora immutato il primitivo tracciato stradale a reticolato. Fu donata nel 962 al capitolo di San Giulio dall'imperatore Ottone. Fu possesso dei conti di Biandrate nel sec. XII e ceduta nel 1202 al comune di Novara, alla cui giurisdizione fu sempre sottoposta. Nel 1411 i Visconti, che avevano esteso i loro confini al Novarese, la infeudarono alla famiglia Tornielli e nel 1466 la concessero ai Trivulzio. Nel 1552 passò al marchese Sigismondo d'Este; nel 1636 fu espugnata dai francesi e nel 1738, con il Trattato di Vienna, passò ai Savoia.§ L'abitato conserva la chiesa romanica di San Leonardo (sec. XII, ma rimaneggiata), decorata all'interno da affreschi dei sec. XV e XVI, e la parrocchiale di San Bartolomeo, costruita nei sec. XII-XIII ma trasformata in epoca barocca: a navata unica, incorpora l'imponente campanile gotico originario e ha la facciata decorata in cotto; all'interno custodisce affreschi del Morazzone. Nella frazione Vergano è un castello quattrocentesco, mentre in località Baraggiola sorge una cappella protoromanica (sec. X). § La favorevole posizione all'incrocio di importanti vie di comunicazione stradali e ferroviarie ha contribuito a fare di Borgomanero un importante centro commerciale, sede di industrie attive nei settori tessile, meccanico, elettronico, chimico (vernici speciali per legno), cartario (scatole e imballaggi), alimentare (dolciumi), dell'abbigliamento, dell'arredamento, della lavorazione della gomma, delle materie plastiche e del legno. L'agricoltura (riso, patate, uva) e l'allevamento bovino completano il quadro economico.

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