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Bruni Tedéschi, Valèria

attrice cinematografica italiana (Torino 1965). Volto ideale per dare spessore a personaggi dal carattere ipersensibile, a volte nevrotici a volte semplicemente introversi, ha conosciuto il successo in Francia, dove peraltro è cresciuta. Dopo alcune stagioni in teatro, si è affermata come una delle personalità chiave del giovane cinema francese tra il 1980 e il 1990. Dopo Hotel de France di P. Chéreau, di cui interpreterà anche Ceux qui m’aiment prenderont le train (1998), nel 1994 vince al Festival di Locarno il premio per l'interpretazione femminile e il César in Francia per la miglior promessa femminile con Le gens normaux n’ont rien d’exceptionel di L. Ferreira-Barbosa. Nel 1996 si aggiudica ancora una volta un premio a Locarno con Nenette et Boni di C. Denis. In Italia, dove già era apparsa in Storia di ragazzi e ragazze di P. Avati (1989) e in Condannato a nozze (1993) di S. Rubini, ha dato saggio del suo talento in La seconda volta (1996) di M. Calopresti, con cui vince il David di Donatello e il premio Flaiano, in La parola amore esiste (1998) e in La balia (1999) di M. Bellocchio. Nello stesso anno interpreta anche Il colore della menzogna di C. Chabrol.Nel 2003 ha recitato in La vita come viene di S. Incerti e ha esordito nella regia con È più facile per un cammello.... Ha recitato in due pellicole di François Ozon: 5x2 (2004) e Il tempo che resta (2005). Nel 2005 ha recitato nel film a episodi Tickets. Nel 2007 ha lavorato con il regista Mimmo Calopresti in L'abbuffata. Nel 2013 dirige e interpreta Un castello in Italia, mentre nel 2014 è protagonista del film Il Capitale umano di P. Virzì.

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