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Caccuri

comune in provincia di Crotone (35 km), 646 m s.m., 57,27 km², 1780 ab. (caccuresi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro della Sila Grande, posto su un crinale che separa due affluenti del fiume Neto. Si sviluppò a partire dal sec. VI attorno a un castrum bizantino e a tre monasteri basiliani, caduti poi in rovina. Baronia dei De Riso, fu per un certo tempo aggregato al feudo di Cariati. § L'abitato conserva del periodo medievale alcune case e il maestoso castello, rifatto nel sec. XIX, che custodisce quadri e sculture di scuola napoletana dell'Ottocento. La chiesa madre di Santa Maria delle Grazie, di fondazione romanica e con belle decorazioni di epoca barocca, ha la torre campanaria del sec. XV; all'interno custodisce una statua lignea della Madonna delle Grazie (sec. XVII). Nella chiesa cinquecentesca di Santa Maria del Soccorso o dei Riformati, con un bel rosone e stemmi del 1544, è la cappella dei Cavalcanti, con decorazioni secentesche. § Gli olivi dominano il paesaggio agrario, ma è diffusa anche la coltivazione di alberi da frutto, viti e ortaggi; è sviluppato l'allevamento, con ricca produzione lattiero-casearia e di insaccati, ed è anche praticato lo sfruttamento degli estesi boschi di castagni e delle sorgenti di acque minerali sulfureo-clorurate presenti nel territorio. Sono operanti numerose aziende di trasformazione dei prodotti agrari. L'artigianato del rame, del ferro battuto, della pietra e dei tessuti è ancora fiorente.