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Calamandrana

comune in provincia di Asti (29 km), 151 m s.m., 12,74 km², 1563 ab. (calamandranesi), patrono: Maria Ausiliatrice (ultima domenica di maggio).

Centro dell'Alto Monferrato, esteso sul versante destro della valle del torrente Belbo; sede comunale è Quartino. Il territorio fu a lungo conteso tra Asti e Alessandria, per opera della quale subì notevoli distruzioni (1225). Definitivamente assegnato ad Asti (1232) per volere dell'imperatore Federico II, appartenne poi ai marchesi del Monferrato, a quelli d'Incisa e agli Asinari. In seguito fu feudo di diverse famiglie. § Il castello, di aspetto tardosecentesco, domina con la sua monumentale mole la valle e l'abitato. Le prime testimonianze della sua esistenza si ritrovano in un documento del sec. IX. La chiesa di San Sebastiano ha un pronao in mattoni (1565) e una porta barocca; moderna è invece (1952-65) la parrocchiale del Sacro Cuore. § La produzione di uva costituisce la principale risorsa economica, cui sono collegate l'industria enologica, i sugherifici e il commercio vitivinicolo; è praticato l'allevamento. L'industria è presente anche nei settori edile, meccanico, chimico.