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Caldonazzo

comune in provincia di Trento (21 km), 480 m s.m., 21,54 km², 2766 ab. (caldonazzesi), patrono: san Sisto (6 agosto).

Centro dell'alta Valsugana, situato nella pianura alluvionale a S del lago omonimo. Di origini antiche, fu stazione romana su un tratto della via Claudia Augusta. Compreso nella giurisdizione dei principi-vescovi di Trento (sec. XI), appartenne ai signori di Castelnuovo, che estesero il loro dominio sulla Valsugana e si opposero agli Scaligeri, ai conti di Tirolo e ai Da Carrara. Agli inizi del sec. XV Federico d'Austria ne ottenne dal vescovo l'investitura. Passò ai Trapp nel 1461. § Nel nucleo antico dell'abitato, a pianta quasi circolare, spiccano la parrocchiale di San Sisto (sec. XVIII), che custodisce una tela cinquecentesca, una pala del sec. XVII e un monumento funebre dei Trapp (sec. XVII). Il palazzo Trapp, un complesso medievale rimaneggiato in epoca rinascimentale, conserva affreschi del Cinquecento e finestre con pregevoli inferriate. § L'agricoltura produce uva, mais e, soprattutto, mele e pere. L'industria opera, con piccole aziende, nei settori siderurgico, del legno e dei materiali da costruzione. In crescita il terziario, favorito dal turismo escursionistico (il lago di Caldonazzo attira un alto numero di visitatori) e dal settore agrituristico in pieno sviluppo.