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Castèll'Alfèro

comune in provincia di Asti (11 km), 235 m s.m., 19,97 km², 2691 ab. (castellalferesi), patrono: santi Pietro e Paolo (prima domenica di settembre).

Centro del Basso Monferrato, allungato in posizione panoramica sul crinale di un colle dominante la valle del torrente Versa. Compreso nei territori dei marchesi del Monferrato, si sottomise ad Asti ma fu riconquistato e distrutto (1290) dai monferrini. Ricostruito e fortificato da Oggero Alferio (da cui deriva il nome), ottenne privilegi comunali. Incluso nella dote che Valentina Visconti portò al duca d'Orléans (1387), passò poi sotto i Savoia (1575) dai quali fu infeudato ai Germonio di Ceva e agli Amico. § Il settecentesco Palazzo Municipale, costruito in cotto sul luogo dell'antico castello, è caratterizzato da un corpo centrale movimentato da un nicchione nella facciata e fiancheggiato da portici. La parrocchiale barocca dei Santi Pietro e Paolo presenta una facciata curvilinea in cotto (rifatta nel 1933). § Sono sviluppati l'agricoltura (uva da vino, frutta, ortaggi) e l'allevamento bovino. L'industria opera con piccole e medie aziende nei settori elettrico e metalmeccanico. § Poco fuori dell'abitato, a NW, si erge su una collina la chiesetta romanica della Madonna della Neve, con abside semicircolare e una monofora decorata; il campanile è cilindrico a fasce alternate di cotto e arenaria. Nella frazione di Callianetto fu creato all'inizio del sec. XIX, in forma di burattino, il celebre personaggio di Gianduia.