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Cerami

comune in provincia di Enna (69 km), 970 m s.m., 94,87 km², 2462 ab. (ceramesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio e ultima domenica di agosto).

Centro situato sul versante meridionale del monte dell'Annunziata; è l'unico comune dell'ennese a essere compreso nel Parco Regionale dei Nebrodi. Sorse in un territorio abitato fin dall'Età del Bronzo, come dimostrano i resti di un villaggio preistorico rinvenuti nei dintorni. Di origine incerta (sicula o greca), è citato per la prima volta nel sec. XI (nelle sue vicinanze si svolse nel 1063 una decisiva battaglia tra Arabi e Normanni). Appartenne poi a vari signori, finché nel 1336 venne infeudato ai Rosso, cui rimase (dal 1663 con il titolo di principi) fino all'abolizione dei feudi.§ Di stile barocco sono le chiese del paese: la chiesa madre di Sant'Ambrogio (costruita nel sec. XVI ma rimaneggiata nel sec. XVIII), che custodisce una statua della Madonna del Rosario di Antonello Gagini, la chiesa del Carmine, che conserva un Crocifisso di fra' Umile da Petralia, e la chiesa di San Benedetto o dell'Abbazia, in cui si può vedere una tela (Assunta) di Giuseppe Rapisardi. Sul monte che domina l'abitato s'innalzano le rovine del castello medievale.§ Gli estesi pascoli favoriscono l'allevamento bovino e ovino (con produzione lattiero-casearia), cui si affiancano l'agricoltura (cereali, asparagi, olive, uva da vino, frutta, mandorle e pepe) e l'apicoltura. La piccola industria è presente nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli e della produzione dei materiali da costruzione.§ In agosto si svolge la Festa di San Sebastiano, con esibizione dei caratteristici banneri, grandi bandiere di alloro costruite per l'occasione. Nei dintorni, in località Raffo, è venuta alla luce una necropoli dei sec. IV-II a. C., mentre in località Racal sono numerosi resti di un insediamento di epoca bizantina, oltre a tracce risalenti all'epoca ellenistica e a quella imperiale.

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