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Cleòmene I

(greco Kleoménēs; latino Cleomĕnes). Re spartano. Figlio di Anassandrida, regnò dal 519 al 487 a. C. In politica estera operò senza scrupoli nei riguardi di Atene. Nel 510, sbarcato in Attica con un forte esercito, aiutò in forma determinante la fazione degli Alcmeonidi a cacciare Ippia, l'ultimo erede della tirannide pisistratide. Non rispondendo l'operato di Clistene alle sue aspettative di instaurazione di un forte governo oligarchico, cercò invano di contrastargli il passo appoggiando la corrente aristocratico-conservatrice, capeggiata da Isagora. In politica interna cercò di accentrare su di sé ogni potere, riuscì a ottenere, con l'appoggio di Delfi e dei Tessali, la deposizione del collega Demarato e contrastò con ogni mezzo l'ascesa della potenza dell'eforato. La vittoria riportata sugli Argivi a Tirinto nel 494 contribuì notevolmente a rafforzare l'egemonia spartana sul Peloponneso e rinsaldò, almeno temporaneamente, il suo potere. Morì a quanto pare suicida in esilio in seguito alla scoperta degli intrighi orditi contro Demarato.

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