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Cròpani

comune in provincia di Catanzaro (40 km), 347 m s.m., 43,83 km², 3286 ab. (cropanesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro della fascia collinare presilana, situato su un poggio dinanzi al golfo di Squillace. Già esistente prima del Mille, Cropani ebbe una complessa serie di vicende feudali, a memoria delle quali conserva ancora i 14 blasoni. Compreso nella Contea di Belcastro, passò nel 1224 da Landolfo d'Aquino a Giovanni d'Amato. Fu quindi dei Ruffo, dei Sanseverino e di altri signori; con la guerra di Calabria il feudo passò al re Alfonso. Nel 1459 fu sotto il dominio di Ferdinando I e poi, nel 1470, di Ferdinando di Guevara. Dal 1550 in poi passò a numerosi feudatari; venne incendiato dai Turchi nel 1562. Fu molto danneggiato dal terremoto del 1783. § Il duomo, dedicato all'Assunta, presenta un sobrio ed elegante portale quattrocentesco e un alto campanile a base quadrata con cuspide poligonale. La decorazione interna è settecentesca: nella parte alta dell'abside si trova una tavola del sec. XV, mentre in una nicchia è posta una statua marmorea della Madonna col Bambino del 1588; il soffitto ligneo è dipinto e presenta una grande tela centrale con l'Assunta (sec. XVIII). La chiesetta di Santa Lucia conserva monofore romaniche (sec. XIII) nella facciata e un soffitto ligneo con riquadri decorati. Nella chiesa di San Giovanni gli intagli barocchi ricordano il gusto delle maestranze della zona. § L'economia si basa sul turismo, estivo e invernale, e sull'agricoltura, che produce soprattutto cereali, ortaggi, olive (con produzione di olio) e uva (pregiato il vino rosso locale). Sono presenti piccole attività industriali nei settori alimentare e del legno; è praticato l'allevamento ovino, caprino, bovino e suino.