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Dolcédo

comune in provincia di Imperia (8 km), 77 m s.m., 19,32 km², 1193 ab. (dolcedesi), patrono: san Tommaso (21 dicembre).

Centro della media valle del torrente Prino. Per sottrarsi ai marchesi di Clavesana si federò con altri territori, formando la comunità di Porto Maurizio sotto la protezione di Genova. Caduta la comunità nel pieno potere della repubblica (1228), Dolcedo uscì dall'alleanza alla ricerca di un'autonomia comunale che raggiunse nel 1613.§ Di grande impatto scenografico sono i cinque ponti sul torrente Prino, il più antico dei quali, il Grande (o dei Cavalieri di Malta), reca la data del 1292. Di particolare interesse è il nucleo storico a destra del torrente, nel quale spiccano la barocca parrocchiale di San Tommaso Apostolo (riedificata su una fabbrica medievale di cui conserva il portale gotico in pietra nera) e l'antica loggia del Comune. Al sec. XVII risale l'oratorio di San Prospero, con facciata sormontata da due campaniletti. Nei dintorni, isolata sulle pendici del monte Faudo, si trova la cappella di Santa Brigida, costruita nel 1425 e restaurata nel Novecento.§ Alla tradizionale coltura dell'olivo e della vite si affianca la floricoltura. L'industria è presente con aziende alimentari (surgelati) e meccaniche.

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