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pàntheon o pànteon

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal greco pántheon, (tempio) di tutti gli dei, da pân, tutto+theós, dio]. Nell'antica Roma, tempio dedicato a tutti gli dei; anche l'insieme delle divinità di una nazione. Per estensione, chiesa o altro monumento pubblico dove si trovano le tombe degli uomini illustri che hanno onorato la loro nazione: Santa Croce è il pantheon degli italiani.

Religione

Il complesso degli dei di una determinata religione politeistica, in quanto capace di significarne la struttura, che si rivela nei rapporti (gerarchici, genealogici, mitici, ecc.) tra le varie divinità che compongono un pantheon, dà vita a un cosmo organico in cui i vari campi d'azione attribuiti alle singole divinità vengono armonizzati in un'azione “universale”, o in una “funzione” unitaria variamente rappresentata dalle diverse culture religiose. Questa funzione è di natura sociale: il pantheon si presenta dappertutto come il modello ideale di una società umana; il che vuol dire che la sua rappresentazione risponde all'edificazione delle singole società che ne sono portatrici. L'edificazione procede dalla convinzione religiosa che la società umana debba adeguarsi al modello divino costituito da un pantheon.

Architettura

Molto celebre e ben conservato il pantheon di Roma, fatto costruire nel Campo Marzio da M. Vipsanio Agrippa nel 27 a. C., ma completamente rifatto nell'età di Adriano. È formato da un pronao rettangolare con otto colonne di granito sulla fronte e da una grande aula circolare coperta da una cupola emisferica del diametro di 43,30 m pari all'altezza interna dell'edificio. Trasformato in chiesa cristiana, il pantheon fu spogliato, nel Rinascimento, della sua decorazione di bronzo e marmi policromi. All'interno si trovano le tombe di vari artisti, tra cui Raffaello, e dei primi sovrani italiani (Vittorio Emanuele II, Umberto I). Famoso anche il pantheon di Parigi, innalzato (1758-89) dagli architetti J.-G. Soufflot e J.-B. Rondelet. L'edificio, a croce greca, è coperto da una cupola di 80 m e preceduto da un porticato sul modello romano. Vi si trovano i resti di Voltaire, di Rousseau, di V. Hugo, di Zola e di altri scrittori.