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Anu (religione)

(sumerico An, accadico Anu, cielo), dio del cielo, ma anche il “dio” in genere (con lo stesso segno, nella scrittura cuneiforme, viene indicato sia “cielo” sia “dio”). In tutte le fasi della religione mesopotamica Anu rimase il capo teorico del pantheon e, come tale, compare all'inizio delle liste di divinità; però la preminenza effettiva è di Enlil in epoca sumerica e poi di Marduk a partire dalla I dinastia di Babilonia, mentre la posizione e la personalità di Anu sono piuttosto vaghe e lontane. È divinità cosmica, spettando a lui il cielo, e propriamente la volta celeste, separata dalla terra-acqua per mezzo dell'aria. Nella genealogia divina è il primo dio dotato di vera personalità (dopo le coppie mitiche di Lahmu e Lahamu, Anšar e Kišar) e da lui discendono tutti gli altri dei. Anu è perciò “padre” e “re” degli dei; da lui deriva la regalità (che “scese dal cielo” all'inizio dei tempi); è responsabile delle tavole del destino e ha il potere di assegnare l'immortalità; presso di lui si rifugiano gli dei al momento del diluvio. È in sostanza un essere “supremo” di carattere celeste. Centro principale del culto di Anu è Uruk, dove comunque la sua figlia-paredraInanna-Ishtar ha un ruolo molto più attivo e appariscente. Il tempio di Anu è detto Bīt reš (tempio principale) e anche il nome del tempio di Inanna (É-anna, tempio di An o del cielo) mostra la sua presenza. Nella scrittura pittografica viene raffigurato da una stella, mentre sui kudurru (pietre di confine) le sue raffigurazioni simboliche sono il trono e la tiara.

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