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Fo, Dàrio

autore, attore e regista di satira politica e sociale italiano (Sangiano, Varese, 1926). Ha esordito nel 1953 con la rivista di teatro-cabaret Il dito nell'occhio, scritta e interpretata con F. Parenti e G. Durano. Nel 1959 ha formato un felice sodalizio artistico con la moglie Franca Rame, insieme alla quale ha dato vita a una serie di lavori in cui si fondono umorismo grottesco e comicità, derivati dalla tradizione giullaresca e dalla Commedia dell'Arte, e satira politico-sociale; fra questi Ladri, manichini e donne nude (1957), La signora è da buttare (1967), Morte accidentale di un anarchico (1970), Pum pum. Chi è? La polizia (1972), Non si paga, non si paga (1974). Per i suoi monologhi – da Mistero buffo (1969), una delle sue farse più popolari, a Johan Padan e la descoverta de le Americhe (1992), spettacolo sul Ruzante (presentato al Festival di Spoleto del 1993) – ha creato un nuovo linguaggio, il gramelot (o grammelot), mescolando insieme vari dialetti dell'Italia settentrionale. Nel 1968 ha abbandonato i circuiti ufficiali e ha costituito, sempre con la Rame, il gruppo Nuova Scena, dedicandosi a un teatro popolare spiccatamente alternativo, nel quale ha cercato il coinvolgimento diretto del pubblico. In questa seconda fase, prendendo spunto da fatti storici e di attualità, legati a lotte politiche e sociali, ha realizzato satire sferzanti e provocatorie, come Grande pantomima con bandiere e pupazzi piccoli e medi (1968), Fanfani rapito (1975), Clacson, trombette e pernacchie (1981). Nel corso degli anni Novanta ha continuato la sua molteplice attività: in teatro ha portato Fabulazzo (1992), Sesso. Grazie, tanto per gradire (1994, scritto dalla moglie e tratto da un libro del figlio Jacopo) e Mamma, i sanculotti (1994), mentre nel 1995 ha curato la regia dell'opera lirica di G. Rossini. Ispirandosi al dibattuto caso Sofri-Calabresi nel 1998 ha messo in scena Marino libero! Marino è innocente! (pubblicato poi in volume a cura della moglie), seguito nel 1999 da Lu santo jullare Francesco, travolgente, colorata e coltissima affabulazione sulla vita di s. Francesco d'Assisi, presentata al Festival di Spoleto di quell'anno e diventata poi libro e video. Nel 1997 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura e, cinque anni più tardi, ha pubblicato la sua autobiografia, intitolata Il paese dei Mezaràt. Nel 2003 ha diretto un'altra opera di Rossini, Il viaggio a Reims, rivedendone anche il libretto, mentre nel 2004 è tornato alla satira politica con L'anomalo bicefalo. Nel 2007 ha pubblicato l'autobiografia Il mondo secondo Fo..

Bibliografia

L. Codignola, Il teatro politico di Dario Fo, in “La Biennale di Venezia”, n. 66, Venezia; M. Cappa, R. Nepoti, Dario Fo, Roma, 1982.

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