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Gangi

comune in provincia di Palermo (132 km), 1011 m s.m., 127,16 km², 7614 ab. (gangitani), patrono: san Cataldo (10 maggio).

Centro delle Madonie, situato nell'alto bacino del fiume Gangi, arroccato sul culmine di un rilievo. Fra i primi insediamenti locali (forse un altro si trovava sul monte Alburchia e, dai rinvenimenti archeologici, pare risalisse al periodo cretese-miceneo), quello di Gangium Vetus cadde in mano agli Arabi nel sec. IX e fu poi distrutto nel 1299 dalle truppe di Federico II d'Aragona. Ricostruito nel sito attuale, passò ai Ventimiglia, nel sec. XVII ai Grifeo e poi ai Valguarnera che lo tennero fino al 1760. § L'impianto urbano, un intricato dedalo di vie, vicoli e scalinate, è di evidente matrice islamica. La chiesa madre di San Nicola, affiancata da un grandioso campanile trecentesco, custodisce opere dei pittori locali Gaspare Vazano e Giuseppe Salerno (sec. XVI-XVII). Notevoli le chiese dell'Abbadia (sec. XVIII), di San Paolo (sec. XVI), di San Cataldo (sec. XVI, restaurata nel sec. XIX) e, tra gli edifici civili, i palazzi Mocciaro (sec. XIX) e Bongiorno-Li Destri (sec. XVIII). Fuori dall'abitato è l'ex monastero benedettino di Gangivecchio (sec XIV), trasformato in masseria. § L'economia si basa in parte sull'agricoltura (cereali, uva da vino, olive, frutta, foraggi) e l'allevamento bovino, in parte sull'industria alimentare e dei materiali da costruzione. È fiorente l'artigianato (legno, ferro battuto). § Vi furono girate alcune scene del film L’uomo delle stelle (1995) di Giuseppe Tornatore.

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