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Gioiósa Iònica

comune in provincia di Reggio di Calabria (114 km), 120 m s.m., 35,99 km², 7044 ab. (gioiosani), patrono: san Rocco (ultima domenica di agosto).

Centro posto sul versante ionico delle Serre. Menzionato in alcuni documenti medievali e incluso nel feudo di Grotteria, appartenne a vari signori, tra cui i Carafa di Roccella (1501-58) e i Caracciolo (1558-1806). § L'abitato ha una struttura caratteristica a tre borghi: un tipico borgo-castello medievale, arroccato su una rupe, con strade strettissime, uno di impianto sei-settecentesco, in pendio, e uno moderno, in piano. Il castello aragonese conserva una delle quattro torri angolari. Vari palazzetti possiedono portali a bugnato dei sec. XVII e XVIII. Più numerosi sono gli edifici classicheggianti risalenti al sec. XIX, tra cui la scenografica chiesa madre, dedicata a San Giovanni Battista, il santuario di San Rocco, di origini cinquecentesche, e la chiesa dell'Addolorata, che conserva un interessante gruppo ligneo di Giuseppe Cavaleri (sec. XIX). Neoclassica è la fontana di Ferdinando IV (1822). Palazzo Amaduri ospita il Museo d'Arte Naturale, diviso in due sezioni, La Montagna e Il Mare, dove sono raccolte le sculture in legno di Nicola Sacco. § Il paesaggio è caratterizzato da olivi, agrumi, viti e da estese coltivazioni di ortaggi; è praticato l'allevamento bovino, caprino e ovino. Piccole aziende sono attive nei settori edile, dell'abbigliamento e della lavorazione dei prodotti agricoli. § Fra le tradizioni locali hanno particolare rilievo i riti della Settimana Santa, con le processioni del Cristo Morto e dell'Addolorata alla ricerca del figlio e, infine, l'incontro (la Cunfruntata) tra le due statue. Nei dintorni dell'abitato si trovano alcuni resti appartenenti con probabilità a una villa patrizia romana (sec. II-III): si tratta del cosiddetto “Naniglio”, edificio a cripte e bagni, decorato da mosaici e utilizzato forse come serbatoio per l'acqua.