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Gluck, Christoph Willibald von-

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Biografia

Compositore tedesco (Erasbach, Palatinato Superiore, 1714-Vienna 1787). Scarse sono le notizie che riguardano la sua formazione: fu a Praga e a Vienna e nel 1736 a Milano, dove studiò con G. B. Sammartini e dove nel 1741 fu rappresentata la sua prima opera. Il successo ottenuto gli valse commissioni in diversi teatri italiani e nel 1745 a Londra. Durante il soggiorno inglese conobbe Händel e fu molto colpito dalla sua musica. Seguirono anni (non completamente documentati) di peregrinazione per vari teatri europei, con rappresentazioni a Vienna, Praga e Napoli. Nel 1752 Gluck si stabilì a Vienna, dove fu introdotto nell'ambiente di corte anche per interessamento del conte G. Durazzo, intendente dei teatri imperiali. Dal 1754 al 1764 fu maestro di cappella del teatro musicale imperiale; in quegli anni scrisse le ultime opere serie di tipo metastasiano e avviò la “riforma” in collaborazione con Calzabigi, dopo essersi accostato anche all'opéra-comique francese. Le esecuzioni, a Parigi, di Ifigenia in Aulide (1774) e delle versioni francesi di Orfeo ed Euridice (1774) e Alceste (1776) suscitarono grande impressione e provocarono la polemica tra “gluckisti”, sostenitori della “riforma”, e “piccinnisti”, sostenitori della tradizionale opera italiana, che avevano fatto venire apposta a Parigi Piccinni. Nel 1780 il compositore ritornò a Vienna ritirandosi da ogni attività pubblica.

Le opere

La sua produzione fu essenzialmente operistica, ma non privi di interesse sono un De profundis (ca. 1782, una delle poche composizioni sacre dell'autore), i Lieder, in particolare quelli su testi di Klopstock (1773-85), e i balletti, tra cui Don Juan (Vienna, 1761). Delle 50 opere (comprendendo come titoli separati i rifacimenti francesi), un numero notevole appartiene a una prima fase lavorativa, quando Gluck componeva con la velocità richiesta dall'impostazione della vita teatrale italiana e si atteneva ai modelli dell'opera metastasiana, ponendosi, non senza tratti di originalità, sulla scia di Hasse. Prima del rifiuto delle convenzioni dell'opera seria, realizzato per la prima volta con Orfeo ed Euridice (Vienna 1762) , fu senza dubbio utile il contatto con l'opéra-comique francese. Degli 8 lavori dedicati a questo genere tra il 1758 e il 1764 il più felice è l'ultimo, La rencontre imprévue (Les Pèlerins de Mecque), dato a Vienna nel 1764.

La "riforma" e il periodo francese

Le premesse della “riforma” che Gluck realizzò, con la collaborazione di Calzabigi, comparve per la prima volta nella prefazione all'Alceste (Vienna 1767). Questo celebre testo, attaccando gli abusi dell'opera seria, del virtuosismo vocale, della struttura a recitativi e arie nettamente divisi, rivendicando all'ouverture la funzione di preparare il clima espressivo dell'opera e proponendosi semplicità e chiarezza, una naturalezza che puntasse sul “linguaggio del cuore, le passioni forti, le situazioni interessanti”, fece proprie le diffuse istanze di rinnovamento della cultura settecentesca, accogliendo le formulazioni teoriche di Algarotti e di altri letterati. La semplificazione del libretto operata da Calzabigi consentì a Gluck di ricercare una coerenza e un'unità drammatica, rendendosi portatore di istanze innovative che furono condivise, indipendentemente da Gluck, anche da musicisti come Traetta e Jommelli e che vanno comprese nel clima culturale del secondo Settecento alla luce della filosofia di Rousseau e del gusto neoclassico. Dopo Paride ed Elena (Vienna 1770) si concluse la collaborazione con Calzabigi e iniziò il periodo francese, culminato nelle altissime realizzazioni di Ifigenia in Aulide (Parigi 1774) e Ifigenia in Tauride (Parigi 1779), per le quali, come per i rifacimenti di Orfeo e Alceste, il musicista si valse dei versi di F. L. Du Roullet. Molto significativa è anche Armide (Quinault 1777), mentre di notevole valore appare la conclusiva esperienza pastorale di Echo et Narcisse (1779).

Bibliografia

A. Della Corte, Gluck e i suoi tempi, Firenze, 1948; A. Abert, Christoph Willibald von Gluck, Monaco, 1959; P. Gallarati, Gluck e Mozart, Torino, 1975; P. Mioli, Invito all'ascolto di Christoph W. Gluck, Milano, 1987.