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Gros, Antoine-Jean

pittore francese (Parigi 1771-Meudon 1835). Fu tra i migliori allievi di David, nel cui studio era entrato nel 1785. Nel 1793 partì per l'Italia e a Genova conobbe Giuseppina Bonaparte che lo portò con sé a Milano dove lo presentò a Napoleone. Aggregato all'armata d'Italia, fu nominato commissario per la requisizione delle opere d'arte; durante la lunga permanenza nella penisola, studiò i Veneti e Raffaello, ma fu soprattutto sensibile alle opere genovesi di Rubens e Van Dyck. Il quadro, eseguito nel 1796, Bonaparte al ponte d'Arcole (Parigi, Louvre), che venne esposto al Salon del 1801, segnò l'inizio di un'attività essenzialmente dedicata alla celebrazione dell'epopea napoleonica. La vittoria di Jounot a Nazaret (1801, bozzetto al Musée des Beaux-Arts di Nantes), Napoleone visita gli appestati di Giaffa (1804, Parigi, Louvre), Il campo di battaglia di Eylau (1808, Parigi, Louvre), Murat alla battaglia di Abukir (1806, Versailles, Museo) e i ritratti dei personaggi illustri dell'impero (Il generale Fournier-Sarlovèze, Caterina Boyer, entrambi a Parigi, Louvre) costituiscono i punti salienti della sua carriera di pittore ufficiale. Stilisticamente l'artista si sottrasse all'influsso di David, preferendo composizioni più dinamiche, d'intonazione drammatica e di un cromatismo vigoroso, che traducono una vena romantica cui non saranno insensibili Géricault e Delacroix. Con la Restaurazione e l'esilio di David, nel 1816, assunse la direzione del suo studio, rispettandone l'orientamento classicista che pure era contrario al suo temperamento e che gli avrebbe alienato il favore degli allievi e della critica. A questo periodo risalgono Luigi XVIII lascia le Tuileries (1817, Versailles, Museo) e La duchessa d'Angoulême si imbarca a Pauillac (1819, Bordeaux, Musée des Beaux-Arts). Amareggiato dalle polemiche antiaccademiche che direttamente lo coinvolgevano (Ercole e Diomede, 1835, Tolosa, Musée des Augustins) e da disavventure familiari, si suicidò, annegandosi nella Senna. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 8 pp 222-225" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 8 pp 222-225"

H. Lemonier, Gros, Parigi, s. d.; G. Delestre, Antoine-Jean Gros, Parigi-Londra, 1954; G. Ménestrier, Grosand David, Cambridge, 1984.