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Guinizzèlli, Guido

(anche Guinizelli o Guinicelli), poeta italiano (Bologna tra il 1230 e il 1240-Monselice ca. 1276). Scarse le notizie sulla sua vita: esercitò la professione di giudice (esplicitamente dichiarata in un atto del 1270), fu ghibellino e nel 1274, dopo il trionfo dei guelfi, fu bandito da Bologna con i familiari. I primi componimenti di Guinizzelli sono fedelmente legati alla tematica e agli artifici formali del gusto guittoniano; ma nel vecchio repertorio Guinizzelli immette un fervore intellettuale che gli deriva dalla sua raffinata cultura filosofica, solidamente fondata sulla dottrina tomistica. La seconda maniera di Guinizzelli nasce intorno al motivo della nobiltà spirituale e non araldica: una concezione che trapelava già in Guittone ma che in Guinizzelli assume un aspetto filosofico, in quanto l'identità tra amore e gentilezza viene agganciata al rapporto che intercorre tra potenza e atto. La nuova dottrina d'amore trova la sua più esplicita formulazione nella celebre canzone Al cor gentil rempaira sempre Amore, considerata il “manifesto” dello stilnovismo: vi domina la figurazione della donna-angelo, mediatrice tra l'amore divino e l'amore umano. Nel resto del suo canzoniere Guinizzelli elabora alcuni dei temi che diverranno tipici degli stilnovisti: la lode della donna, esaltata attraverso paragoni con la bellezza della natura, il saluto che dona salvezza, la nozione dell'amore concepito come battaglia interiore. La lucidità espressiva e l'equilibrio armonico delle rime guinizzelliane indussero Dante a riconoscere in Guinizzelli il caposcuola del “dolce stil novo”: in realtà, veri stilnovisti sono Cavalcanti e lo stesso Dante, i quali però non dimenticheranno la lezione del maestro bolognese.

I. Bertelli, Poeti del dolce stil novo, Pisa, 1963; G. Petrocchi, Il dolce stil novo, in E. Cecchi, N. Sapegno, Storia della letteratura italiana, Milano, 1965; A. E. Quaglio, Gli stilnovisti, in G. Muscetta, La letteratura italiana, storia e testi, Bari, 1970; J. Bertelli, La poesia di Guido Guinizzelli e la poetica del “Dolce Stil Novo”, Firenze, 1983.