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Houellebecq, Michel

scrittore francese (Le Réunion 1958). La separazione dei genitori e il fallimento del suo matrimonio, hanno profondamente inciso sulla sua maturazione psicologica. Gravi crisi depressive hanno infatti caratterizzato la sua vita nei primi anni Ottanta. Dopo la pubblicazione di alcune sue poesie nel Nouvelle Revue de Paris, Houellebecq ha esordito con il saggio Lovecraft, contre le monde, contre le vie (1991; Lovecraft, contro il mondo, contro la vita), profilo sul discusso autore americano di genere fantasy. Il suo primo romanzo, Extension du domaine de la lutte (1994; Estensione del dominio della lotta) è il resoconto di un'esistenza frustrata, che scivola in una sorta di torpore interiore, simile alla condizione dei protagonisti dei romanzi di Sartre e di Camus; anche il sesso, spesso vissuto nevroticamente, è coinvolto in un'angoscia insopprimibile. Houellebecq ha poi orientato la sua analisi cinica e agghiacciante sulle nevrosi delle generazioni di francesi provenienti da esperienze di ribellione contro la civiltà occidentale (naturisti, hippies, seguaci della new age), come descritto in Les particules élémentaires (1998; Le particelle elementari). Il romanzo tra l'altro, nel quale i due protagonisti si mostrano fautori di teorie razziste ed eugenetiche, ha provocato una sorta di processo nei riguardi dell'autore. Le accuse, comunque, non hanno impedito una valutazione critica complessiva delle sue opere, ritenute tra le più originali della narrativa francese contemporanea. Nell'autobiografico Lazarote (2000) e soprattutto in Plateform. Au centre du monde (2001; Piattaforma. Nel centro del mondo) Houellebecq ha riproposto il tema del desiderio e spesso nell'incapacità di vivere il sesso come possibile risorsa consolatoria per un'esistenza angosciosa. Nel 2005 ha pubblicato La possibilité d'une île (La possibilità di un'isola).