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Kābul (città)

capoluogo della provincia omonima e capitale dell'Afghanistan, 1797 m s.m., 2.536.300 ab. (stima 2006), l'agglomerato urbano 3.324.000 ab. (stima 2007).

Situata su entrambe le sponde del fiume Kabul, la città deve la sua importanza fin dall'antichità alla posizione sulla strada che a E, attraverso il passo Khyber, la collega a Peshāwar, nel Pakistan, e a W, per la valle del fiume Harīrūd, raggiunge Herāt, presso il confine iraniano. Benché molti edifici siano stati in parte o del tutto distrutti durante la guerra civile scoppiata all'inizio del sec. XXI, la struttura di Kābul è ancora riconoscibile: sulla riva destra del fiume si stende il nucleo più antico dell'abitato, con i bazar, la grande moschea e l'antico palazzo reale; sulla riva opposta si espande la parte moderna (Shahre Naw), con gli edifici pubblici e le sedi commerciali e amministrative. Massimo centro politico e culturale del Paese, è sede di diverse università e di vari istituti superiori. § Dal 1504 al 1526 fu la capitale dei domini di Bâbur, colui che doveva fondare in India l'impero moghūl. Nel 1773 fu scelta a capitale dello Stato afghano dai Durrānī. Durante le guerre anglo-afghane fu più volte occupata dai britannici (1839-42 e 1879-80). Invasa dall'Unione Sovietica nel 1979, nel 1996 passò sotto il controllo dei taliban, cacciati nel 2001 da una coalizione guidata dagli USA e le forze afgane. § Fra i monumenti più significativi della città sono il piccolo mausoleo di Bâbur, circondato da giardini, e la tomba di Timur Shāh. Rimangono ancora i resti di mura erette negli anni successivi all'invasione araba del 656. § Importante centro commerciale anche nell'antichità, Kābul è menzionata sin dai Veda. Grazie agli aiuti economici internazionali, Kābul, dopo decenni di conflitti, ha intrapreso un cammino per risanare la propria vita economica e commerciale, compresa la ricostruzione delle diverse aree urbane devastate dai bombardamenti. La città è servita da un aeroporto internazionale.

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