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Lèttoni o Lettóni

popolazione baltica che costituisce la maggioranza relativa della Lettonia. Discendono dalle antiche popolazioni, provenienti da sud-est, che nel II millennio a. C. si stanziarono nella regione (cultura dei kurgan). Antropologicamente presentano i caratteri del tipo fisico baltico con accentuati elementi paleoasiatici, per cui si ritiene derivino dalla fusione di genti indoiraniane con preesistenti popolazioni ugrofinniche. Nel sec. XI si distinguevano tre grandi raggruppamenti tribali, in gran parte cristianizzati da missionari polacchi: a N e a E vi erano i Latgali, che assimilarono i resti di tribù ciude e livone; a S, gli Zemgali, considerati etnologicamente i più puri; a W i Seli fusi con preesistenti genti ugrofinniche. In origine pastori e agricoltori seminomadi, erano organizzati in clan patriarcali; i gruppi stanziati lungo le coste del Baltico divennero provetti pescatori; pur costituendo un'entità etno-culturale omogenea i Lettoni non diedero mai origine a uno Stato unitario, subendo il dominio di nobili feudatari scandinavi e tedeschi che diffusero tra loro il luteranesimo. Diventati contadini sedentari e pescatori costituirono per secoli il substrato popolare più povero (salvo gruppi cittadini) della Livonia e della Curlandia, controllato dagli ordini cavallereschi teutoni, dalla nobiltà lituana o polacca e, dal sec. XVI, russa. Annessi all'Impero russo i Lettoni seppero mantenere vive la lingua e le tradizioni culturali salvaguardando la loro identità etnica, che solo dopo la seconda guerra mondiale trovò una nuova affermazione nazionale.

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