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Latrònico

comune in provincia di Potenza (136 km), 888 m s.m., 75,98 km², 5279 ab. (latronichesi), patrono: sant’ Egidio (30 agosto-1° settembre).

Centro situato nella valle del fiume Sinni; è compreso nel Parco Nazionale del Pollino. Le prime notizie risalgono al sec. XI. Gli Aragonesi lo concessero a Giovannello di Montemurro; passò poi a Nicola de Noya (1457), ai Sanseverino e, nel 1767, ai Borbone.§ Nella parrocchiale di Sant'Egidio, affiancata da un campanile cuspidato, sono una statua in marmo del santo, una croce astile (sec. XVI) e un ostensorio del 1766. La chiesa di San Michele (sec. XV) ha un campanile quadrato.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, ortaggi, uva da vino e olive), l'artigianato del legno e il turismo termale (sorgenti sulfuree, magnesiache e ferruginose) ed escursionistico (ascensioni al monte Alpi). Si praticano le attività di estrazione e lavorazione del marmo cosiddetto “di Latronico”.§ Nei dintorni sono stati rinvenuti resti di un villaggio di capanne dell'Età del Bronzo. In località Calda si trovano alcune grotte molto importanti per lo studio delle facies culturali preistoriche (dalla fine del Paleolitico alla tarda Età del Bronzo) dell'Italia sudorientale; interessanti reperti sono esposti nel Museo Civico Archeologico.

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