Questo sito contribuisce alla audience di

Mòdica

Guarda l'indice

comune in provincia di Ragusa (15 km), 296 m s.m., 290,76 km², 54.332 ab. secondo una stima del 2007 (modicani), patrono: san Giorgio (23 aprile) e san Pietro Apostolo (29 giugno).

Generalità

Città del settore meridionale dei monti Iblei, posta sullo sperone roccioso attorno al quale i torrenti Pozzo dei Pruni e Ianni Mauro confluiscono a formare la fiumara di Modica. Questi torrenti, un tempo non coperti, davano all'abitato, con i loro ponti, un aspetto singolare; ma furono incanalati e coperti dopo l'alluvione del 1902. La cittadina è divisa in due parti: Modica Alta, la città medievale digradante tra le case suggestivamente disposte a gradinata, e Modica Bassa, collegate tra loro da un'ampia scalinata e dal corso San Giorgio, tramite il ponte Guerrieri, uno fra i più alti d'Europa.

Storia

Tra le più importanti stazioni paletnologiche della Sicilia, l'antica Motyka nel sec. V a. C. fu compresa nei domini del tiranno di Siracusa Gelone. Occupata dagli Arabi nell'844-45, divenne importante centro agricolo e commerciale. Sotto i Normanni, intorno al 1139, fu elevata a contea e, dopo il 1282, estese la giurisdizione feudale ai centri vicini. Governata dai Chiaramonte, dai Cabrera e dagli Henriquez, agli inizi del sec. XVI ottenne le “ordinazioni delle arti” e nel corso del sec. XVII altri privilegi, grazie ai quali poté divenire un ragguardevole centro culturale e religioso. Nel 1693 fu in gran parte distrutta dal terremoto; dopo la ricostruzione non riacquistò più il ruolo precedente.

Arte

Del passato medievale e rinascimentale rimane ben poco dopo il terremoto del 1693. A Modica Bassa fanno eccezione il portale gotico e il rosone, due-trecenteschi, della chiesa del Carmine (che conserva tra l'altro un celebre gruppo marmoreo, l'Annunciazione, di Antonello Gagini), la chiesa di Santa Maria del Gesù (sec. XV), dal bel portale gotico-catalano, e, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, la cappella del Sacramento o Cabrera (sec. XV-XVI) che, nella sua particolare struttura a pianta quadrata, sormontata da cupola con pennacchi arabeggianti su base ottagonale, sintetizza le architetture siciliane dall'età normanna al Rinascimento. L'ottocentesco palazzo De Leva conserva nel suo piccolo giardino un pregevole portale gotico. Notevole è anche la settecentesca chiesa di San Pietro, con scenografico prospetto e scalinata fiancheggiata dalle statue degli apostoli. A Modica Alta, nel tessuto edilizio tardobarocco, domina il duomo di San Giorgio, ricostruito nel 1738. Ha una maestosa facciata, con il corpo centrale sopraelevato, di forma convessa e ospitante il campanile, prototipo di numerose altre chiese barocche della zona. All'interno, sull'altare maggiore, si possono ammirare una grande polittico di dieci pannelli con Episodi del Vangelo e della vita di San Giorgio, di Bernardino Niger (1573) e la meridiana pavimentale. La più alta costruzione della città è la chiesa di San Giovanni Evangelista, con imponente facciata ottocentesca preceduta da una scenografica scalinata. Nell'ex convento dei Mercedari (sec. XVIII), sono ubicate la Biblioteca Comunale, il Museo Civico “F. L. Belgioioso” e il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari, dove sono ricostruite 15 botteghe artigiane e una grande masseria. Una sala inoltre è dedicata alla religiosità popolare.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura, che produce primizie ortofrutticole, in parte coltivate in serra, ma anche cereali, olive, uva da vino, agrumi, carrube, tabacco e mandorle; è praticato l'allevamento bovino, suino e avicolo. Sviluppata è anche l'industria, con i settori metalmeccanico, molitorio, oleario, della tostatura del caffè, dei materiali da costruzione, dei fertilizzanti, dei mangimi e della lavorazione del legno, della pietra, del marmo e delle materie plastiche. Si produce artigianalmente la frutta di Martorana. Una certa importanza hanno la pesca e il turismo nella frazione di Marina di Modica.

Curiosità e dintorni

Per le sue architetture barocche Modica è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, insieme ad altre città del Val di Noto. La mattina di Pasqua si svolge il rito della cosiddetta “Madonna Vasa Vasa”: dopo che le statue della Madonna e del Risorto hanno girato per le strade della città alla ricerca l'una dell'altro, si incontrano, e la Madonna, che viene liberata dal manto nero da cui prende il volo uno stuolo di colombe, corre a baciare (da qui il nome del rito) la statua del Figlio. La città diede i natali al poeta Salvatore Quasimodo (1901-1968), cui è dedicato un parco letterario. A Modica furono girate parti del film Anni difficili (1948) di Luigi Zampa. Nei dintorni si estende l'alta “Cava d'Ispica”, vallata scavata nel terreno calcareo, che si estende per circa 13 km tra Modica e Ispica. Costituisce un interessante complesso archeologico, con tracce della presenza dell'uomo fin dall'età eneolitica: necropoli, gallerie a loculi, abitazioni trogloditiche, catacombe cristiane, tombe bizantine e costruzioni medievali.