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Mòrro d'Òro

comune in provincia di Teramo (26 km), 210 m s.m., 28,18 km², 3317 ab. (morresi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro arroccato su un colle tra le valli dei fiumi Tordino e Vomano. Citato per la prima volta nel 1021, appartenne ai de Aprutio, e fu a lungo feudo degli Acquaviva. § La parrocchiale di San Salvatore, opera di Gentile da Ripatransone (1331, rimaneggiata in forme barocche), conserva altari del sec. XVI e una coeva Madonna del Soccorso in terracotta policroma. § I principali prodotti dell'agricoltura sono cereali, olive, uva da vino, ortaggi, frutta e barbabietole da zucchero. L'industria è attiva nei settori edile e dei materiali da costruzione. È diffuso l'allevamento bovino e ovino. § Nei dintorni è la chiesa di Santa Maria di Propezzano, eretta fra i sec. X-XIII. La mossa facciata, preceduta al centro da un portichetto ad archi ogivali (con resti di affreschi del sec. XV), conserva un bel portale trecentesco detto “Porta Santa” e, all'interno, affreschi della fine del sec. XV. L'attiguo monastero ha un ampio chiostro a due ordini di arcate, affrescato nelle lunette (sec. XVII).