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Mandràgola, La-

commedia in 5 atti, in prosa, di N. Machiavelli, scritta nel 1518. Racconta la beffa, di sapore boccaccesco, giocata dal giovane Callimaco e dal suo servo Ligurio al vecchio e balordo messer Nicia, sposo della bella Lucrezia e desideroso di avere a ogni costo da lei un figlio. Fingendosi esperto di medicina, Callimaco gli fa credere che, per vincere la sterilità della moglie, è necessaria una pozione di mandragola, i cui effetti però sono letali per chi, per primo, si congiunge con colei che l'ha bevuta: occorre pertanto trovare una persona che per una notte sostituisca il marito. L'inganno sarà effettuato grazie alla complicità di Sostrata, madre della giovane, e dell'avido e cinico fra' Timoteo, suo confessore, che mettono a tacere gli scrupoli dell'onesta Lucrezia, la quale, arrendendosi all'immoralità altrui, finirà con il diventare l'amante di Callimaco. Capolavoro del teatro italiano del Rinascimento, La Mandragola rispecchia un'umanità negata a ogni trascendenza ed esclusivamente volta a soddisfare i propri istinti, contemplata con spietata e impassibile ironia da Machiavelli, che in quell'inganno amoroso, comico risvolto degli inganni politici de Il Principe, trova la conferma della sua pessimistica massima secondo cui “nel mondo non è se non vulgo”. § Si ignora la data della prima rappresentazione, che avvenne probabilmente a Firenze intorno al 1520 a casa di Bernardino di Giordano; recitava una compagnia della Cazzuola e le scene erano di A. Del Sarto e di A. da Sangallo. Negli anni successivi risultano recite a Venezia, Roma e Faenza. Poi una lunga assenza dai repertori, per evidenti motivi di censura, sino alla fine del sec. XIX. Nel Novecento entrò nel repertorio della compagnia fiorentina di R. Niccoli. Tra le successive edizioni di rilievo, si ricordano quella con S. Tofano nel 1953 e quella con P. De Filippo nel 1966.

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