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Manocalzati

comune in provincia di Avellino (7 km), 450 m s.m., 8,62 km², 3096 ab. (manocalzatesi), patrono: san Marco (25 aprile).

Centro posto nella media valle del fiume Sabato. Di origine longobarda, nel 1127 fu possesso del conte di Avellino; successivamente venne incorporato nel feudo di Salza. Nel sec. XIV appartenne ai Poderico, quindi fu unito alla Baronia di Candida. Nel 1503 fu teatro di uno scontro tra milizie spagnole e francesi. Nel sec. XVII passò ai Da Tocco. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980.§ Nella frazione di San Barbato, piccolo borgo medievale, è il castello normanno, rifatto dagli Aragonesi e trasformato in residenza: è costituito da un massiccio corpo centrale a pianta quadrata e circolare, munito di torri angolari, disposto attorno a un cortile. Notevole la chiesa di San Marco (sec. XII, più volte rimaneggiata).§ L'agricoltura produce cereali, nocciole e uva (vino fiano di Avellino DOC); si pratica la raccolta delle castagne. La piccola industria opera nei settori dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.

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